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MONTESCUDAIO. «Solvay, ora basta!». Durissima posizione quella presa dal sindaco Aurelio Pellegrini che ritira Montescudaio dal Tavolo di concertazione regionale e spiega i motivi in una lettera...
MONTESCUDAIO. «Solvay, ora basta!». Durissima posizione quella presa dal sindaco Aurelio Pellegrini che ritira Montescudaio dal Tavolo di concertazione regionale e spiega i motivi in una lettera accorata all’assessore Anna Rita Bramerini.
«Caro assessore - attacca Pellegrini - come avrai visto il mio comune, nonostante poco ci entrasse, ha cercato di dare al meglio il proprio contributo al superamento del disastro del lago di Santa Luce, causato dalla calcolata determinazione di qualcuno e dall'abbondante ignavia di tanti altri. Non pretendevo certo gratitudine ma nemmeno pensavo di trovarmi sul tavolo degli imputati! Il tavolo pisano è stato trasformato dalla Solvay in un tribunale nei confronti del Comune di Montescudaio e del sottoscritto, rei di lesa maestà e responsabili di ogni problema produttivo dell'azienda: a questa logica non ci sto. Un comune di 2000 abitanti e di 19 km quadrati paga costantemente un tributo di sangue alla Solvay che non ha alcuna logica né giustificazione. Ho subìto a quel tavolo ogni sorta di accusa, di ricatto, di arroganza e anche di disprezzo umano che né la mia dignità personale né soprattutto la dignità dei cittadini che rappresento, possono ulteriormente tollerare».
«Ora basta! - prosegue Pellegrini - I rapporti tra Montescudaio e la Solvay si chiudono qui, nessuno ci chieda più nulla in termini di acqua ( che è, lo ricordo, per decisione del popolo italiano, di tutti i cittadini), nessuno ci chieda più nulla, in particolare su quella parte di territorio che corrisponde ai laghetti di Fiorino e alla piana di Casagiustri e per essere più chiaro non vogliamo mai più sentir parlare di qualcosa che anche lontanamente possa ricordare il cosiddetto progetto Idros».
«Credo che tu possa essere diretta testimone - va avanti il sindaco - del senso di responsabilità che, al di là di qualche intemperanza, ho dimostrato su questo argomento nelle riunioni del tavolo. Questo senso di responsabilità, offeso, irriso e insultato da chi avrebbe dovuto apprezzarlo, ora non esiste più: per questo ti comunico ufficialmente che il Comune di Montescudaio si ritira dal Tavolo regionale di concertazione. I nostri tecnici parteciperanno ovviamente a tutte le riunioni tecniche che riterrai opportune, ma il sindaco di Montescudaio non si siederà mai più allo stesso tavolo con la Solvay, se lo facessi mi riuscirebbe poi difficile guardare negli occhi i miei concittadini. So benissimo che la posizione di un piccolo comune può ben poco di fronte all'arroganza e alla presunzione di chi pensa di essere il padrone della Val di Cecina e oltre, ma quel poco che possiamo fare lo faremo con l'impegno, la determinazione e anche, lasciamelo dire, la rabbia che abbiamo dentro. La mia storia personale e quella politica non sono certo quelle di un rivoluzionario , sinistrorso ambientalista ma proprio questo la dice lunga sulla situazione a cui siamo arrivati».
«Credo anche - conclude Pellegrini - che sia giunto il momento che tutte le istituzioni, tutti i comuni coinvolti cessino da uno stato di riverenza che non ha alcuna giustificazione e comincino a pensare seriamente al futuro della nostra terra».
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