Il biodigestore svizzero in arrivo a Scapigliato
Costa 20 milioni, permetterà di fare una vera raccolta differenziata I soldi? «Previsti nella gara per il gestore unico» assicura il sindaco
ROSIGNANO. La raccolta differenziata, a Rosignano, ha il buco dell'organico che non può essere trattato a Scapigliato, visto che il vetusto impianto di compostaggio è superato in ipotesi concettuale e tecnologia. Probabilmente - si è detto - era già nato vecchio quando fu costruito. Eppure l'asticella della quota di raccolta differenziata a carico degli enti locali viene costantemente (e giustamente) alzata. Nell'ipotesi ultima del ministro dell'Ambiente Clini potrebbe essere addirittura portata al 70%. Rosignano, che paga già per smaltire l'organico altrove pur avendo una discarica comprensoriale tutta sua (che più volte si è fatta carico di emergenze regionali e nazionali, Napoli insegna), deve attrezzarsi. Ecco perché l'amministrazione comunale, sebbene in materia di trattamento dei rifiuti si ragiona ormai in termini di ambito interprovinciale, non intende arretrare di un passo sulla questione discarica. Lo ha detto chiaramente - nel corso del dibattito alla festa democratica tra sindaco, giunta e cittadini - l'assessore all'Ambiente Daniele Donati. "In questi ultimi anni - ha detto Donati - abbiamo cercato di intraprendere una politica tesa a disimpegnare il più possibile il bilancio comunale dall'attività e i flussi di ricavo derivanti dalla gestione della discarica di Scapigliato. Ma non si può pensare neppure di trascurare l'attività della discarica, per questo abbiamo messo in cantiere tutta una serie di interventi per poter allungare la vita di Scapigliato. E' chiaro che la nostra azione potrà dirsi completata solo quando sarà chiuso il ciclo del trattamento dell'umido". Il problema, in sostanza, resta l'organico per il quale tuttavia il Comune di Rosignano ha già indicato la via di uscita: si chiama biodigestore anaerobico ed è di fatto un impianto che consentirà alla discarica sulla 206 di poter trattare anche i rifiuti organici e produrre energia". La soluzione tecnica i nostri amministratori l'hanno trovata in Svizzera dove a novembre scorso sindaco e assessore Donati si sono recati per studiare da vicino due impianti nei pressi di Zurigo di proprietà della Aspo che utilizzano la tecnologia "kompogas".
Lo scopo di un trattamento meccanico biologico dei rifiuti è di separare in due frazioni il flusso entrante: una con un alto potere calorifico (RDF) con la quale produrre direttamente energia, mentre l'altra, biodegradabile, adatta ad un trattamento biologico, con possibile recupero energetico dal biogas. Il derivato del trattamento biologico può essere valorizzato per la gestione e la chiusura di discariche.
A Rosignano il biodigestore consentirebbe l'incremento della potenzialità di trattamento dalle attuali 18.600 tonellate /anno a circa 50.00t/anno, di cui 34.000 t/anno di Forsu e 16.000 t/anno di frazione verde. E darebbe nuova vita ad una discarica in esaurimento.
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