Il Tirreno

Renzi show: battute, gag e veleno contro la vecchia politica

di Alessandra Bernardeschi
Renzi show: battute, gag e veleno contro la vecchia politica

Duetto con Carlo Conti alla Limonaia per “Stil novo” Poi si scatena: «Si è rottamato Ridge, perché non Baffino?»

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CASTIGLIONCELLO. É durata solo una ventina di minuti la presentazione del libro "Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e twitter" edito da Rizzoli. Poi, Matteo Renzi, sindaco di Firenze nonché gran rottamatore della vecchia politica, incalzato dalle domande di Paolo Ermini direttore del Corriere Fiorentino, ha coinvolto le oltre 400 persone che lo hanno accolto al castello Pasquini.

Già l'inizio è stato fuori dal cerimoniale: infatti alla presentazione di Matteo Renzi come l'Obama italiano, il microfono è stato preso da Carlo Conti, proverbialmente abbronzantissimo, che dopo un breve scambio di battute ha introdotto il sindaco di Firenze. Partendo dal libro e quindi ripercorrendo la storia delle personalità famose e delle menti eccelse che hanno reso grande il nome di Firenze e dell'Italia, ha preso l'ispirazione per i punti forti della sua proposta di rinnovamento politico. «Così come Cimabue non ha avuto paura quando si è accorto che Giotto, il suo allievo, lo stava superando, così gli habituè della politica e del parlamento non dovrebbero avere paura che forze nuove portino avanti idee per governare il paese». Sulla sua partecipazione alle primarie: "ci sono due correnti di pensiero - ha detto - c'è chi crede che ormai in Italia vada tutto male e dunque ci sia bisogno solo del pronto soccorso, chi invece desidera provare a trasformare il Paese. Io non ho paura di perdere, non è un marchio d'infamia. Marchio di infamia è invece non partecipare per cambiare. Io sono orgogliosamente un membro del Pd, se dovessi perdere alle primarie, darò una mano al vincitore e non andrò a pietire alcun posto in Parlamento. Bersani è una persona per bene».

E poi «diffidate di coloro che dicono che faranno tutto da soli». E sulla rottamazione: «Ronn Moss, protagonista di Beautiful, ha annunciato il suo ritiro dalla soap opera. Il suo personaggio, Ridge, era in onda dal 1985. A quell'epoca D'Alema, e non solo lui, era già in parlamento. Ora chiedo se è stato rottamato "mascellone" sarà possibile rottamare anche "baffino"?; sarà possibile che coloro che hanno governato sino ad oggi non riuscendo a tenere il Paese al passo con i tempi, lascino il posto a nuove generazioni?»

Prima che venisse tirato in ballo l'argomento, ha sgombrato il campo sull'incontro ad Arcore con Berlusconi: «preciso che era un pranzo perché Berlusconi, uomo che se intende, ha visto che non ho un phisique du role per le sue cene. Un incontro che rifarei perché un sindaco di una grande città come Firenze ha diritto di andare dal presidente del Consiglio dovunque esso sia per parlare di problemi della città che amministra. Ma siamo purtroppo nel tempo dello "scilipotismo" per cui non si crede più nella buona fede. In questa legislatura sono stati 184 i cambi di casacca in Parlamento. A chi l'ho fatto notare mi ha risposto che cambiare è segno di intelligenza. Allora abbiamo un Parlamento di geni. E' diritto di una persona di cambiare idea. Ma allora si deve dimettere e ripresentarsi nel nuovo partito». Infine cos'è per Renzi di sinistra: «è approvare, come a Firenze, un piano strutturale a volume zero perché è stato costruito sin troppo. E' abbassare l'Irpef come abbiamo fatto e far pagare di più l'Imu a chi a tre o quattro case. E' credere che le principali infrastrutture non siano le autostrade ma gli asili che affrancherebbero le donne dallo scegliere tra carriera e famiglia. Essere di sinistra è non aver paura di chi viene dopo, del futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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