Il Tirreno

«Decreto assurdo, vergogna chiudere il nostro tribunale»

di Andrea Rocchi
«Decreto assurdo, vergogna chiudere il nostro tribunale»

Il sindaco e l’avvocato Villani: «Ci rimettono i cittadini» Bechini (Psi): «Adesso salviamo il giudice di pace»

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CECINA. «Un assurdità», «una vergogna». Rabbia e sconcerto, ma anche sconforto, per la decisione del governo che cancella per decreto le sezioni distaccate del Tribunale. Quindi anche Cecina, salvata dalla commissione giustizia del Senato come unica sede territoriale con l'Elba (veniva accorpato Piombino), subisce il taglio drastico del ministro Severino. E in città e sul territorio scoppiano reazioni veementi di protesta.

«E' un'assurdità - si lamenta il sindaco di Cecina Stefano Benedetti - chiudere una sezione efficiente, coi numeri a posto, con personale professionale e con ottimi risultati è un'autentica assurdità. Il governo avrebbe dovuto tenere conto dei pareri espressi dalla commissione giustizia del Senato e della Camera che tenevano in considerazione una serie di parametri o osservazioni sull'attività delle sezioni distaccata. Invece si è proceduto con tagli lineari che non produrranno il risparmio economico atteso, anzi sanciranno il peggioramento dei servizi». Durissima anche la presa di posizione di Francesco Villani, avvocato cecinese e consigliere comunale del Gruppo Misto, che si era speso - insieme ai colleghi dell'ordine, all'amministrazione comunale e alle forze politiche di maggioranza e di opposizione per il mantenimento del tribunale di Cecina. «E' la giustizia che deve andare al popolo, non viceversa. Invece siamo di fronte ad un governo che non è stato eletto dal popolo e che si comporta come un tiranno». Dubbi pesantissimi sui risultati che Roma spera di ottenere da questo taglio drastico. «Vi immaginate - dice Villani - un cittadino di Sassetta che deve fare 100 km per andare a Livorno solo per l'accettazione di un'eredità. Penso poi a tutta quella miriade di provvedimenti legati alla tutela dei minori. E' una vergogna».

«Noi continuiamo a pensare - dice Bechini (Psi) - che chiudere in maniera indiscriminata le sezioni distaccate dei tribunali sia un errore enorme, soprattutto se, come nel caso di Cecina non costano praticamente nulla allo Stato e sono il secondo per efficienza in Italia. Dispiace perché è a tutti evidente che il taglio delle sedi distaccate avrà come conseguenza l'ulteriore intasamento dei tribunali dei capoluoghi. Veramente una scelta sciagurata. Ho poca speranza che i parlamentari voteranno contro il provvedimento.Voglio invece cogliere l'occasione per ringraziare i parlamentari di vari partiti, membri della commissione giustizia del Senato, che hanno appoggiato in queste settimane la nostra battaglia per salvare il tribunale».

Cecina si arrende? Bechini aggiunge: «Ora salviamo il giudice di pace». Operazione questa in parte già avviata con l'atto del consiglio comunale in cui si chiede ai comuni della bassa Val di Cecina di sostenere un impegno per il mantenimento almeno il presid. «Devo ancora leggere il decreto - dice Benedetti - ma io ho già scritto a tutti i sindaci del territorio chiedendo un loro intervento per sostenere le eventuali spese del giudice di pace».

«Facciamo anche questo - gli fa eco Villani - ma i comuni sono già strangolati dal patto di stupidità. Mi chiedo dove potranno reperire i soldi». Nesssuna bandera bianca, ma i giochi sembrano fatti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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