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L’enologa pluridecorata ha scelto di vivere a Castellina

L’enologa pluridecorata ha scelto di vivere a Castellina

CASTELLINA. L’enologa, famosa in tutto il mondo, Barbara Tamburini da diversi anni ha scelto Castellina per "mettere su casa" facendo di questa residenza un piccolo paradiso nel quale rinchiudersi...

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CASTELLINA. L’enologa, famosa in tutto il mondo, Barbara Tamburini da diversi anni ha scelto Castellina per "mettere su casa" facendo di questa residenza un piccolo paradiso nel quale rinchiudersi ogni qualvolta sente il desiderio di "ricaricarsi". Oltre alle tante soddisfazioni professionali "colleziona" anche riconoscimenti "ufficiali", cioè dalle istituzioni.

Nel marzo scorso Tamburini è stata una delle otto donne enologhe che nella sala capitolare al Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, il Senato della Repubblica le ha assegnato una targa d'argento quale riconoscimento per la sua attività di divulgazione del nostro vino in tutto il mondo, nell'ambito delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia: "Quando l'impegno nel vino è Donna".

La senatrice Laura Bianconi le ha consegnato la targa alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, del ministro delle Politiche Alimentari e Forestali Mario Catania e del ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Olnaghi.

I festeggiamenti si sono conclusi in serata con la cena di gala preparata da Gianfranco Vissani nella sala belle arti dell'Hotel Rome Cavalieri Hilton.

Questo è senz'altro il più importante tra i riconoscimenti ricevuti perché viene dalla seconda carica dello Stato. Ma Tamburini in precedenza aveva avuto la nomination all'Oscar del Vino, il Premio Vini di Toscana da parte del presidente della Regione Claudio Martini (questo nel 2004, compreso anche il volo a bordo su "Pony 1" delle Frecce Tricolori, la quarta donna che in Italia ha avuto questa opportunità). Mentre nel 2007 le è stato assegnato il "Premio Veronelli" quale "Miglior Winemaker" categoria emergente.

Premi che condivide idealmente con quello che considera il suo "maestro" Vittorio Fiore.

Un'altra importante soddisfazione professionale le è venuta da un grande vino, il "Cabraia" che ha "creato" per Gualdo del Re di Suvereto. Insieme a Nico Rossi e la moglie Maria Teresa nel 2004 avevano deciso di fare un "grande rosso" che stesse alla pari con altri "grandi" della provincia di Livorno.

La prima vendemmia del "Cabraia" (Cabernet Franc in purezza) si è avuta nel 2007 e già dal primo anno ha fatto conoscere la sua importanza. «Durante il periodo di affinamento in bottiglia un importante importatore straniero mi contattò - dice Barbara Tamburini - e mi chiese di fargli conoscere un super Cabernet italiano, anzi toscano… magari livornese».

Dopo avergli consegnato alcuni campioni di "Cabraia" ne rimase entusiasta tanto da chiedere di firmare un contratto per l'intera produzione dal 2007 al 2010 (ogni annata si aggira sulle 6.000 bottiglie). Un'ulteriore soddisfazione per la "nostra" Barbara: sull'etichetta c'è la sua firma.

Gianfranco Grossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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