Il Tirreno

Ciak, si gira: la Perla torna ad ospitare set cinematografici

di Alessandra Bernardeschi
Ciak, si gira: la Perla torna ad ospitare set cinematografici

Valerio Groppa si appresta a girare due cortometraggi Romano, ha 33 anni, ma suo padre è di Castiglioncello

4 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Sarà una questione di settimane poi, Castiglioncello, si trasformerà in ben due occasioni in un set cinematografico. Il primo appuntamento coincide con i festeggiamenti dei cinquanta anni del Sorpasso, film che Dino Risi nel 1962 girò a Castiglioncello. Il secondo, a ruota, riguarda il cortometraggio "Sono uguali in vacanza"che ha ottenuto il finanziamento dal ministero dei Beni culturali. Entrambi i progetti sono collegati a Valerio Groppa, giovane regista emergente che il grande pubblico ha potuto conoscere e apprezzare durante il festival di Castiglioncello quando il suo cortometraggio, "In fondo a destra", è stato proiettato proprio in quella sala cinematografica che lui frequentava sin da bambino.

Chi è Valerio Groppa. Perché il trentatreenne Valerio Groppa, così come tanti altri personaggi legati al mondo della celluloide, Castiglioncello ce l'ha nel sangue. E, per lui, non è un modo di dire: «La mia famiglia, da parte di papà, è di Castiglioncello ed in particolare mia nonna Anna, proprietaria tra l'altro dell'hotel Corallo - racconta - vive sei mesi qui e sei mesi a Roma. Io sono nato a Roma il 26 aprile ma ad un mese, mi hanno portato qui al mare. Da allora trascorro le mie vacanze a Castiglioncello dove ho vissuto le mie esperienze di bambino, di adolescente e, oggi, di adulto. Qui ho coltivato amicizie ed ho avuto le mie prime esperienze amorose come accade spesso nei luoghi di vacanza». A Roma Valerio Groppa studia alla Scuola di cinema, poi le prime esperienze con la Lotus Production e Marco Belardi fino alla sua prima esperienza da sceneggiatore e regista: il cortometraggio "In fondo a destra" prodotto da Ricardo Gatto con Sergio Fiorentini e Gabriele Pignotta. Così gli viene spontaneo chiedere a Margherita Michetti, la cui famiglia da sempre è proprietaria del cinema di Castiglioncello e amante del mondo della celluloide, se sia possibile trovare uno spazio all'interno della programmazione per presentare il proprio lavoro. Proprio quel cinema, che regge alla moda dei multisala, quel grande immaginifico schermo davanti al quale ha trascorso, sin da bambino, le serate estive in compagnia di sua madre. «Ero diventato specializzato nei primi tempi - racconta Valerio Groppa - perché pur amando i film sin da piccolo, non riuscivo mai a non addormentarmi tra le braccia di mia madre. E così non riuscivo mai a vedere come finivano le trame che, il giorno dopo, mi facevo puntualmente raccontare».

All’ultimo festival. Da qui l'inserimento del suo corto al festival del cinema a fine giugno il passo è stato breve: «mi sono voluto sedere in mezzo al pubblico - racconta il regista - e non trovo ancora le parole per descrivere l'emozione che ho provato quando ho visto il mio nome proiettato proprio su quel grande schermo. Quello schermo rimasto uguale nel tempo e davanti al quale ho trascorso molte ore belle della mia vita». E tra l'altro il corto "In fondo a destra" che racconta con tocco poetico la solitudine degli anziani, è una storia nella quale entra in qualche modo Castiglioncello perché racconta dell'incontro dei suoi nonni Francesco Groppa ed Anna Santi.

Ciak, si gira. Un amore per Castiglioncello che unisce Groppa al famoso produttore Jacopo Capanna che qui è di casa. Ed è stato proprio Capanna a coinvolgere il giovane regista nel progetto del cinquantennale del film Il Sorpasso: «l'idea è stata quella di scrivere una commedia ambientata a Castiglioncello per raccontare cosa fosse il grande cinema di quegli anni. Gireremo le scene la seconda quindicina di agosto e così come accadde per Il Sorpasso coinvolgeremo le persone del luogo». Poi ad ottobre un altro ciak. Anche in questo caso si tratterà di un corto, una storia scritta e diretta da Groppa "Sono uguali in vacanza", anche questa una commedia che ha ottenuto il finanziamento dal Ministero dei Beni culturali, «un riconoscimento - dice Groppa - del tutto inaspettato». Ed anche in questo caso saranno coinvolte le persone del luogo. «Giro a Castiglioncello - dice il regista - perché la location è importante e qui gli scenari sono bellissimi. Chissà se Il Sorpasso, che ha sdoganato la commedia all'italiana, avrebbe avuto il successo che ha ottenuto se non fosse stato girato proprio qui». Una Castiglioncello che sta ritrovando un nuovo impulso nella cinematografia italiana «grazie anche - continua Groppa - ad un filo che non è mai stato reciso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera