Il presidio
L’Asl paga in ritardo le farmacie ed è citata in giudizio
Contenzioso aperto con Credifarma per il 2002 e 2003 L’azienda decide di transare: salderà con 70mila euro
CECINA. La vicenda risale quasi a dieci anni fa, ma va verso la conclusione proprio in questi giorni. Giorni «caldi» per la spesa pubblica con la manovra governativa della spending review e dei diktat sul contenimento dei costi di enti e aziende pubbliche.
L'Asl, infatti, stacca un assegno da 70mila per ritardi nei pagamenti ai titolari delle farmacie di tutta la provincia di Livorno. Ad aprire il contenzioso con l'azienda sanitaria è stata la Credifarma Spa.
Si tratta di una società di proprietà di Ferderfarman(66%) e degli istituti di credito Bnl (17%) e Unicredit (17%), "nata con l'obiettivo principale di normalizzare il flusso degli incassi ricevuto dal Sistema, sanitario nazionale", si legge nel profilo aziendale.
Credifarma ha citato in giudizio l'Asl 6 (atto notificato il 23 maggio 2005) per ritardi nei pagamenti ai titolari delle farmacie della provincia di Livorno nel periodo che va da gennaio 2002 ad ottobre 2003.
Un anno e mezzo. Inoltre, Credifarma, rappresentante dei farmacisti, aveva calcolato a titolo del risarcimento del danno una somma che variava da 397.968 euro (in tesi) a 215.839 euro (in ipotesi). Cifre alle quali si chiedeva di sommare le spese per interessi legali fino al saldo.
L'Asl, tramite l'ufficio legale, si è costituita presentando le proprie eccezioni e promuovendo domanda riconversionale.
Nel corso del dibattimento, il giudice ha nominato un consulente tecnico d'ufficio (Ctu) per determinare la cifra esatta dovuta dall'Asl 6 ai farmacisti livornesi.
Il tecnico ha depositato la sua prima relazione nel febbraio del 2008. Nel documento si indicano 172mila euro da pagare nell'ipotesi di integrale accoglimento delle richieste di Credifarma e 50mila euro di risarcimento in caso di accoglimento delle difese presentate dall'Asl livornese.
L'azienda sanitaria ha impugnato la relazione del perito, avanzando delle eccezioni alle conclusioni presentate, soprattutto in relazione alle modalità di calcolo degli interessi e al mancato computo degli acconti già erogati.
Eccezioni accolte dal tribunale di Livorno che ha sollecitato al consulente d'ufficio una revisione della relazione (depositata nel luglio scorso).
Nell'ultimo documento, il Ctu ha offerto una diversa indicazione al tribunale: 91mila euro che l'Asl avrebbe dovuto versare ai farmacisti nel caso di totale accoglimento delle richieste di Credifarma o 42mila euro nel caso di accoglimento della difesa dell'azienda sanitaria.
Alla fine, l'Asl - visto che la relazione del tecnico del tribunale "aveva fortemente ridotto la pretesa avversaria" - ha deciso di transare con Credifarma accogliendo la proposta formulata dal giudice nell'ultima udienza del novembre 2011.
L'azienda di Monterotondo ha staccato un assegno da 70mila euro in favore dei farmacisti livornesi.
Nella cifra rientrano le spese di lite e di Ctu.
La controversia era stata iscritta al fondo dei rischi dell'Asl 6 per un importo pari a 240mila euro oltre a 12mila euro di spese di lite.
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