Il Tirreno

Solvay: sale e acqua verso un nuovo accordo

Incontro in Regione: «I canoni delle estrazioni rimangano sul territorio» Un gruppo di lavoro per uno studio sui prelievi idrici industriali

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ROSIGNANO. Dopo il rinnovo delle concessioni minerarie a Solvay, lo spettro di un prolungamento della cassa integrazione per i lavoratori di Ponteginori rientrato, restano tra Rosignano e l’Alta Val di Cecina alcune importanti questioni ambientali irrisolte. Questioni strettamente legate alla presenze della società Solvay, interessata all’estrazione di salgemma dalle cave del Volterrano, ma anche di Ati Sale, azienda che cerca un rilancio industriale. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro ieri in Regione convocato dall’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini alla presenza dei comuni della bassa ed alta Val di Cecina, delle province di Livorno e di Pisa, dei tecnici regionali, dell’Autorità di bacino e naturalmente dei rappresentanti delle due azienda.

La Regione Toscana, al termine dell’incontro, ha rilasciato un breve comunicato in cui si ricorda che l’obiettivo comune è quello di «lavorare per un nuovo accordo di programma». «In un clima di piena collaborazione è stato concordato - scrive l’assessorato regionale all’Ambiente - di costituire un gruppo di lavoro operativo e in questi mesi di lavorare insieme per definire i contenuti e dettare le linee di un accordo di programma che affronti a trecentosessanta gradi tutti gli aspetti inerenti il ciclo produttivo Ati Sale e Solvay».

Per il Comune di Rosignano era presente l’assessore all’Ambiente Donati che ha ricordato come questa prima riunione sia servita per dare il via ai lavori per uno studio tecnico per trovare soluzioni per il risparmio idrico. Quello dell’utilizzo dell’acqua e i prelievi dal Cecina è infatti uno dei problemi più sentiti anche alla luce dello stato di crisi in cui versa il fiume. Ma in alta val di Cecina ci sono preoccupazioni anche per l’attività estrattiva di Solvay e i riflessi che questa genera sul territorio in termini di consumo ambientale. A questo proposito il tavolo regionale ha concordato la necessità di «fare approfondimenti specifici sui fenomeni di subsidenza e sul sistema di monitoraggio e controllo approntato da Solvay».

Attenzione anche alla questione delle ricadute economiche dell’attività estrattiva sul territorio. La Regione lavorerà perché canoni e contributi legati alle estrazioni rimangano in Val di Cecina senza prendere la via di Roma. Una richiesta di federalismo demaniale avanzata dal territorio e sulla quale la Regione Toscana intende spendere una sua azione politica nei confronti del governo.

Andrea Rocchi

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