Il Tirreno

Villani lascia il Pdl «Partito moribondo serve una svolta»

di Andrea Rocchi
Villani lascia il Pdl «Partito moribondo serve una svolta»

Il consigliere comunale aderirà al gruppo misto Ieri le dimissioni, stamani la ratifica dell’assemblea

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CECINA. Il Pdl perde un consigliere comunale e non uno qualunque. Francesco Villani, avvocato cecinese, un pezzo di storia recente della destra cittadina (il padre fu tra i fondatori locali del Movimento Sociale negli anni ’50 quando a Cecina scese Giorgio Almirante), lascia il partito di Alfano e Berlusconi. Ieri mattina, con una sintetica nota protocollata a palazzo civico, ha rassegnato le proprie dimissioni da consigliere comunale del Pdl aderendo al gruppo misto. Una scelta, peraltro, che era nell’aria ma che è stata “rallentata” anche da motivi personali (Villani è rimasto coinvolto in un brutto incidente stradale dal quale si è appena ripreso).

Da tempo, infatti, il consigliere ormai ex pidiellino non si sentiva più rappresentato da un partito definito in «crisi di identità», un partito - spiega Villani - «ormai moribondo, che non sa più interpretare e rappresentare gli italiani di centrodestra». «Non è che io ho cambiato idea in questi mesi - afferma Villani, come a mettere in guardia da una possibile lettura del suo gesto - è il Pdl che è cambiato, annientando e mandando deluse le aspettative di tanti elettori». Dunque, dietro le dimissioni del consigliere, ci sono solo ed esclusivamente motivazioni di «politica nazionale». «Col gruppo locale del Pdl - dice l’avvocato - non ho mai avuto motivo di frizioni». Anche se, proprio nelle ultime sedute del consiglio comunale, si era assistito ad uno smararsi di Villani dall’orientamento del partito su alcune questioni. Si pensi, per esempio, alla mozione sull’acqua sulla quale Villani aveva votato con la maggioranza. E lo stesso consigliere oggi ci dice che non avrebbe «difficoltà a votare l’ordine del giorno presentato dal partito socialista sul futuro del nostro ospedale», in discussione stamani nella seduta odierna del consiglio comunale. Prove tecniche di allineamento a sinistra? Niente affatto. Chi conosce Villani e soprattutto il suo dna politico che affonda le radici in una destra sociale (è stato membro del Fronte della Gioventù, poi del Msi, prima di aderire ad An con la quale è stato eletto consigliere nel 2004 come indipendente) ) sa bene che non muterà il suo orizzonte ideologico.

Insomma, Villani resta uomo di destra, ma di una destra «che deve cambiare». Non è un caso che l’avvocato cecinese sia un estimatore di Matteo Renzi soprattutto per la «sua capacità di voler cambiare e ringiovanire il centrosinistra». «Ecco, alla destra manca un Renzi della situazione», dice Villani. Che aggiunge: «Il problema di questo Pdl è che dal 2009 ad oggi non ha saputo decifrare il cambiamento della società ed adeguarsi». Alcuni giorni fa Villani ha parlato coi consiglieri del Pdl ed il capogruppo Barabino spiegando che avrebbe lasciato. Ed oggi, in consiglio, sarà ratificata l’adesione al gruppo misto per una geografia politica dell’assemblea consiliare che cambia ancora dopo le dimissioni di Musotto da Fli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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