Tassa sulla spazzatura: prepariamoci al salasso
Se per il bilancio 2012 l’imposta aumenterà in media del 10 per cento dal prossimo gennaio l’importo raddoppierà con il passaggio a Tares
ROSIGNANO. Oggi l’Imu, domani la Tares. Ma se la nuova imposta sulla casa a Rosignano porta dolori soprattutto sui titolari delle case sfitte, la tassa sulla spazzatura - che tra sei mesi manderà in pensione la Tarsu - si annuncia dolorosa per tutti. Molto dolorosa.
Addio Tarsu ecco la Tares. L’argomento tasse è stato al centro della presentazione della previsione di bilancio 2012, che il prossimo venerdì passerà dall’approvazione del consiglio comunale. «L’unica imposta che abbiamo deciso di ritoccare - spiega il sindaco Alessandro Franchi - è quella sui rifiuti, ovvero la Tarsu. Un ritocco medio del 10%, stabilito nell’ottica che dal prossimo gennaio questo tributo dovrà lasciare posto alla Tares (Tributo comunale sui rifiuti e servizi, ndr)». Un addio, deciso dal governo, che non passerà inosservato nelle tasche dei rosignanesi (sarà indolore nei comuni dove si paga la Tia). «La Tares - afferma Gennaro Tudisco, assessore alle finanze - dovrà coprire il 100% dei costi di gestione del servizio. Ad oggi la nostra Tarsu ne copre il 60%, a dimostrazione di quanto finora è stata bassa la quota da pagare per i nostri cittadini. Dunque, sarà un duro colpo, su cui il Comune può solo arginare l’effetto». Salvo cambiamenti a livello ministeriale, la Tares per i rosignanesi andrà quasi a raddoppiare gli importi di oggi. «Comunque sia - riprende Franchi - attiveremo almeno due strade per contenere l’impatto: lotta dura all’evasione della Tarsu anche per il 2012 attraverso i nostri uffici e richiesta a Rea o al nuovo gestore di ridurre i costi del servizio. In questo modo potremmo rendere meno amaro un passaggio che noi non possiamo evitare».
La spada di Damocle. Mai nella storia del Comune il bilancio di previsione era arrivato sui banchi del consiglio comunale a fine giugno. «Colpa dell’Imu, del patto di stabilità e dei trasferimenti statali - dice Franchi - che hanno reso davvero complicata la stesura della manovra. Ma siamo riusciti a mantenere intatti i livelli dei servizi». Un bilancio, con entrate da 60 milioni di euro, che sarà presentato considerando zero il saldo del patto di stabilità, grazie al fatto che il Comune di Rosignano è stato giudicato virtuoso dal governo. Questo permette di mandare a pagamento i 4,5 milioni di euro che altrimenti sarebbero stati bloccati dai vincoli del patto per il 2012. Ma attenzione: il ministero non ha ancora firmato il documento che permette di ignorare questo vincolo. «Da fonti ben informate - dice Tudisco - la firma arriverà a breve, sicuramente entro la data del consiglio comunale sul bilancio». Se non dovesse arrivare sarebbe un terremoto, ma se il Comune ha agito così lo ha sicuramente fatto su basi solide.
Imu: ai cittadini costerà 22 milioni di euro. Altro capitolo complicato di questo bilancio è l’Imu. «In estrema sintesi - dice Tudisco - al Comune entrerà la stessa somma che intascava per l’Ici, ovvero 14 milioni di euro, anche se per lo Stato ne entreranno 16 e questo va ad incidere negativamente sui trasferimenti dallo Stato: per questo calcolo dovremmo noi girare circa 1,5 milioni. È davvero il colmo». Complessivamente, invece, questa nuova imposta costerà a chi ha immobili e terreni nel nostro comune circa 22 milioni di euro. Insomma, se per Palazzo civico non cambia niente, per le tasche dei cittadini (esclusi i titolari di prima casa) sì, visto che il gettito totale è nettamente superiore alla vecchia Ici. «Sull’Imu - dice Franchi - abbiamo fatto una scelta ben precisa: aliquota più bassa di quella ordinaria per le prime case, aliquota massima per le sfitte e per quelle senza regolare contratto. È normale che questa manovra sia stata possibile grazie al numero elevato, circa 7mila, di abitazioni sfitte».
I tagli. Ma senza aumentare le tasse comunali (nido, mensa e scuolabus subiranno solo adeguamenti Istat), e con un saldo negativo di circa 6 milioni di soldi dallo Stato rispetto al 2011, dove andrà il Comune a recuperare le risorse necessarie per garantire gli stessi servizi dell’anno passato? «Riducendo le spese per il personale - dice Franchi - delle utenze, degli affitti passivi, il parco-mezzi e i mutui».
Discarica. Fa un certo effetto non mettere in cima ai pensieri del bilancio la discarica. Ma purtroppo i proventi da Scapigliato sono in costante calo: nel 2012 si prevede di incassare poco più di 12 milioni. Stabili, purtroppo, gli oneri di urbanizzazione: 1,8 milioni.
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