Meteo
«Un campo sporco e che ruba la spiaggia a noi bagnanti»
Nel mirino l’area attrezzata per beach volley e soccer Dirigente della polstrada: «Quanto costa questo scandalo?»
CECINA. Campo da beach volley sì oppure no? All'inizio di ogni stagione estiva si riaccende la discussione sul campetto da pallavolo realizzato in uno dei pochi tratti di spiaggia libera di Marina di Cecina.
Tra reti, pali e recinzioni si parla di un struttura di 35 metri per altri 25. A gestirlo è il Rugby Cecina, in collaborazione con altre associazioni. L'impianto tra i bagni "Stella Marina" e "La Perla"- sia per il beach volley che per il beach soccer - è stato voluto dall'amministrazione nel 2010. È costato 15mila euro a cui vanno aggiunti i soldi spesi per la manutenzione straordinaria, soprattutto dopo le mareggiate invernali.
Già qualche settimana dopo l'inaugurazione erano arrivate le accuse da parte di chi vedeva «un intero pezzo di spiaggia rubato ai bagnanti».
Sulla questione era intervenuta anche Rifondazione comunista che aveva criticato il sindaco Stefano Benedetti.
Al terzo anno di vita dell'impianto le polemiche non si spengono. Va anche detto che in questi giorni accanto alla struttura fissa ne è spuntata un nuova rimovibile. Un campetto bis, per intenderci.
A criticare la situazione «ormai insostenibile» è Fabrizio Vignoli, turista, dirigente della polizia stradale a Empoli. «Non sono proprio un turista, visto che abito nelle vacanze a Marina di Cecina e pago l'Imu al Comune - dice Vignoli - per quanto riguarda il campo da beach volley ritengo che sia uno scandalo, non solo perché sottrae gran parte della spiaggia libera ma anche perché tutto l'arenile intorno è sporco. È stato costruito, perlomeno che venga pulito. Si salva solo la parte a ridosso dello stabilimento balneare. Poi, basta. Va anche detto che il campo quest'inverno era in pessime condizioni. È stato rimesso a nuovo con i soldi del Comune. Quanto costa questa struttura?».
Vignoli assicura che prenderà carta e penna per scrivere all'amministrazione comunale e alla guardia costiera.
«Voglio che sia fatta chiarezza su questa struttura», dice.
Non solo il poliziotto empolese, ma anche altri turisti si lamentano. «Nel campo recintato i palloni non escono - dice Miriam Barni di Firenze - ma con quello nuovo all'aperto siamo sempre a rischio pallonata. Passo le vacanze a Cecina da una decina d'anni e di questo campo non ne sentivo davvero il bisogno».
Sulla stessa linea Francesco Renati: «Abito nel Pisano ma vengo a Cecina in estate da tempo - racconta - e visto che c'era il problema erosione non credo sia stata un'ottima idea costruire un campo tanto grande. Spesso non c'è nessuno a giocarci».
Difendono a spada tratta l'arena delle loro partitone a suon di schiacciate i più giovani. «Penso che un impianto del genere sia importante per i ragazzi, è un punto di ritrovo - dice Edoardo Crecchi del Rugby Cecina - per quanto mi riguarda non ho ricevuto grandi lamentele. La rete è alta e i palloni non cadono addosso alle persone. L'altro campo senza recinzioni verrà smontato in questi giorni. Cerchiamo solo di far divertire le persone».
Accanto a Crecchi un altro ragazzo, Gianmatteo Ciulli: «L'impianto da beach volley non dà noia a nessuno e non ci sono stati grossi problemi di vicinato. La parte di spiaggia libera "rubata" ai bagnanti? Laggiù non ci andava nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
