Cartelli per dire no all’Imu in ogni angolo del paese
L’iniziativa del sindaco di Montescudaio che riporta il parere dell’Anci «Questa imposta non è dei Comuni, ma serve a coprire il deficit dello Stato»
MONTESCUDAIO. Ha deciso di informare i cittadini che l’Imu non è un’imposta dei comuni, che non l’hanno voluta i sindaci, che in tasca degli enti locali resteranno briciole. E lo ha fatto facendo affiggere, sulle bacheche di circoli e bar, distribuendolo anche nei negozi, un cartello in cui si esprime la netta contrarietà all’Imu così come è stata concepita dal governo Monti.
Aurelio Pellegrini non ci sta a passare come «l’esattore per conto dello Stato», specialmente in questi tempi di grave crisi che si abbatte come una mannaia sulla gran parte delle famiglie italiane.
Così, nel cartello in bella evidenza in diversi angoli del paese, ha riassunto quella che è la posizione dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani.
C’è scritto: «Questa Imu non è dei comuni. I sindaci e i comuni italiani dicono no all'imposta statale unica. I cittadini, le famiglie e le imprese devono sapere che dietro questa sigla che evoca i municipi si nasconde una nuova tassa dello Stato che i comuni non possono neanche riscuotere liberamente. Una nuova tassa che serve solo a coprire una parte del deficit dello Stato.»
«Una nuova tassa - si legge ancora nel testo del cartello - che taglia le risorse ai comuni e costringe i sindaci a tagliare i servizi e le opere pubbliche lasciandogli, come unica alternativa, quella di aumentare le aliquote ai propri concittadini.
I comuni e i sindaci chiedono chiarezza e trasparenza. Chiedono che sia divisa la parte dell'imposta statale da quella comunale. È un atto di onestà e serietà nei confronti dei cittadini che hanno il diritto di sapere, quando pagano un'imposta, a chi va a finire il gettito e per cosa vengono utilizzati i soldi. Per tutto questo diciamo: Imu? No Grazie». Certo è che l’Imu è legge dello Stato e che giocoforza Pellegrini dovrà applicare le tariffe che, sebbene non deliberate, sono già state decise.
«Manterremo l’aliquota più bassa con tutte le detrazioni garantite per la prima casa», dice il sindaco, «comprese le agevolazioni per genitori o figli che vivono in usufrutto». C’è invece la volontà di tassare in modo più netto «le seconde case sfitte», mentre «vogliamo ridurre - prosegue Pellegrini - il peso dell’Imu sulle strutture turistiche». E a proposito ribadisce che con la tassa di soggiorno si voglioni «garantire ai turisti servizi di qualità, senza penalizzare le strutture ricettive». Intanto, però, prima che si paghi il primo scaglione di imposta (quello di giugno), il sindaco ha voluto informare i suoi cittadini. Ribadendo che questa Imu, ai sindaci, non piace. E soprattutto non consente di incamerare risorse per i servizi.
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