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Miss e mister alpaca si danno i voti agli esemplari italiani
Domenica a Castiglioncello raduno nazionale dell’animale tipico delle Ande: un giudice inglese valuterà 50 campioni
CASTIGLIONCELLO. Castiglioncello capitale degli alpaca. Sì, il simpatico animale tipico delle Ande è il protagonista di un raduno nazionale, che si terrà domenica prossima al Casale del Mare di Castiglioncello. Organizzato dalla Società italiana alpaca (una delle due associazioni italiane che racchiude gli allevatori di questo mammifero), il raduno vedrà la partecipazione di quasi 50 esemplari ed è la principale tappa preparatoria per il secondo campionato nazionale che si terrà il prossimo settembre a Cecina. Animale poco conosciuto a livello nazionale, l'alpaca è un lontano parente del cammello, che come conformazione ricorda molto il lama, ma ne è più piccolo. «Questa esposizione - dice Cristiano Bianchi, presidente della Sialpaca, residente a Castiglioncello - servirà per valutare l'animale prima della tosa, che avviene una volta l'anno. Ai prossimi campionati invece l'animale verrà valutato con la sola ricrescita del pelo».
L'alpaca è considerato anche un animale da compagnia, visto che è molto docile, ma il suo principale utilizzo è per il pelo: infatti la sua lana rappresenta una delle fibre più preziose al mondo, avvicinandosi ai livelli di un tessuto molto quotato come il cashmere. «La valutazione degli esemplari che saranno presenti a Castiglioncello - continua Bianchi - sarà fatta da un giudice inglese seguendo due criteri, quello della conformazione fisica e quello della qualità della fibra. Un aspetto, quest’ultimo, molto importante: basti pensare al fatto che in Italia intorno alla fibra degli alpaca si muove un giro di affari di 20 milioni di euro». L'allevamento di questo tipo di animale è in aumento anche in Italia, «con il costo per un esemplare "da fibra", da sfruttare cioè per il proprio pelo, che si aggira intorno alla cifra di 50mila euro», dice Bianchi. Nella nostra zona non ci sono allevamenti, ma basta spostarsi nelle zone di Grosseto, Pistoia e Firenze per trovarne uno. «Io e mia moglie avvicinarci alla campagna - conclude Bianchi - cercando qualcosa che ci potesse portare un reddito. Quando abbiamo visto questi animali ci siamo incuriositi e da lì è nato tutto».
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