Stangata sugli affitti In arrivo aumenti del 15%
Il governo riduce di 10 punti la deduzione forfettaria ai proprietari L’allarme di Grassi (Asppi): «A rischio decine di contratti in scadenza»
CECINA. Nel listone delle stangate mancava la voce sugli affitti? Eccola servita: l'aumento del 15% su diversi contratti in scadenza in città da qui all'anno prossimo (oltreché su tutte le nuove locazioni) è qualcosa di più di un rischio.
L'allarme lo lancia l'Asppi, l'associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari. Che contesta la decisione annunciata dal governo di ridurre di 10 punti (dal 15% al 5%) la deduzione forfettaria garantita ai proprietari che affittano - denunciando il reddito da locazione a fini Irpef - senza ricorrere alla cedolare secca.
Che cosa significa? «Che fino ad oggi era riconosciuto ai proprietari una deduzione forfettaria del 15% motivandola col parziale riconoscimento delle spese di manutenzione sostenute per l'immobile affittato», sottolinea l'architetto Sirio Grassi , presidente dell'Asppi Livorno . Ora questa deduzione è destinata a piombare al 5%, «praticamente annullandosi» secondo i piccoli proprietari. E questo comporterà un domino facilmente intuibile: i proprietari aumenteranno i prezzi delle locazioni per rientrare di quello che non potranno più dedurre.
E a rimetterci saranno gli inquilini, l'anello più debole della catena. Secondo gli studi dell'Asppi l'aumento dei canoni sarà di media del 15%, una botta paurosa per chi non ha una casa di proprietà e vive pagandosi mensilmente l'affitto. Nel territorio provinciale, secondo l'Asppi, la novità peserà particolarmente sulla città di Livorno , oltreché su Rosignano, Cecina e San Vincenzo, dove i canoni di locazione si erano assestati da circa due anni.
«C'era stata una sorta di calmieramento - sottolinea Grassi - e si era trovato un giusto equilibrio tra domanda e offerta e invece adesso si rischia di creare scompiglio in tutto il mercato delle locazione. Anche perché i locatori che non aderiscono al regime della cedolare secca sono quelli che denunciano redditi bassi su cui gravano aliquote che non rendono conveniente il passaggio alla cedolare. E ciò rende la misura particolarmente grave ed iniqua».
La deduzione del 15% infatti, che è in vigore da oltre 15 anni, era nata per favorire il processo di locazioni. Che adesso invece rischia di bloccarsi nuovamente, oltreché di rilanciare decisamente la soluzione della cedolare secca.
Complicando anche non poco la possibilità di recepire abitazioni da destinare ad affitti concordati.
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