Emma e Bo, riflettori tv sui cani di Rosignano
Il contributo dei due segugi nei casi irrisolti a «La vita in diretta» e «Quarto grado»
ROSIGNANO. Ormai sono popolari come i personaggi di Cold Case o Ncis. Il loro contributo, talvolta, è più prezioso di un reagente chimico, del luminol, di una testimonianza. Emma e Bo, i due segugi della Hbdd, addestrati da Giacomo Micheli e Vincenzo Scavongelli insieme al personale dell’unità cinofila della Pubblica Assistenza di Rosignano sono stati ieri i protagonisti di un ciak per la trasmissione televisiva «La vita in diretta». Al campo macerie di via Pascoli - dove si allenano i cani da recupero per le calamità naturali - si è simulato il recupero dell’arma di un delitto partendo dal fiuto delle tracce ematiche. I due animali, davanti alle telecamere, guidati dalla mano degli istruttori hanno abilmente risolto il caso mentre venivano spiegate le tecniche usate per addestrare Emma e Bo e le loro principali caratteristiche. Già impiegati per i più importanti casi irrisolti (dalla scomparsa di Denise Pipitone a quella di Yara Gambirasio), recentemente i due segugi hanno partecipato insieme ai Ris al blitz nella casa di Roberta Ragusa, la giovane donna pisana, madre di due figli, scomparsa da Gello. Oggi la Rai manderà in onda la registrazione dell’esercitazione che si è svolta ieri a Rosignano Solvay. Venerdì prossimo, invece, ad occuparsi della Hbdd (Human Blood Detection Dogs) sarà la trasmissione di Rete Quattro «Quarto Grado«, condotta da Salvo Sottolie. Si parlerà, ancora una volta, del contributo fornito dalle squadre cinofile nelle principali attività investigative delle forze dell’ordine.
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