Materna, il giardino è contaminato da fibre di amianto
Ecco l’esito delle analisi commissionate dal Comune Contatti con l’Asl per salvaguardare la salute degli alunni
ROSIGNANO. Sì, nel giardino della scuola materna di Nibbiaia c’è amianto. Dunque, quanto trovato da una piccola alunna una mattina del novembre scorso non è un caso isolato. Anzi. La conferma è arrivata dall’esito del carotaggio eseguito dall’Archa di Pisa, il laboratorio a cui il Comune di Rosignano ha conferito l’incarico di studiare il terreno che circonda la scuola “Finestra sul mondo”, chiusa dal 19 marzo scorso.
Le analisi. Come riportato in una nota del Comune «le conclusioni della ricerca indicano una presenza di amianto nei campioni di terreno esaminati». Nella relazione del laboratorio pisano, infatti, è scritto: «le analisi confermano la presenza di amianto in 4 dei 5 campioni sottoposti ad indagine». E ancora: «L’analisi ha evidenziato un contenuto di fibre di amianto superiore alla concentrazione di soglia di contaminazione prevista per i suoli». Questa soglia, come si indica nella relazione, è quella stabilita dal decreto legislativo 152 del 2006. Approfondendo il tipo di analisi condotta, i tecnici in pratica hanno eseguito una serie di carotaggi profondi circa 20 centimetri. Hanno eseguito, in soldoni, come dei fori nel giardino e il terreno prelevato è stato steso e analizzato. E dall’analisi è emerso, appunto, che il giardino della scuola di Nibbiaia è contaminato da amianto. Da quanti anni al momento è difficile stabilirlo.
L’assemblea. Alla luce di questo preoccupante esito, l’amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica con genitori, insegnanti e bidelli. L’appuntamento è per mercoledì prossimo, alle 21,15, nel centro civico di Nibbiaia. Nell’occasione il Comune spiegherà nel dettaglio la relazione del laboratorio. Ma soprattutto dovrà indicare se nel frattempo l’Asl ha deciso di adottare delle misure di controllo verso chi ha frequentato quell’area. Ieri il Comune ha inviato all’Asl la relazione. «Abbiamo preso contatti con l’azienda sanitaria - dice Elena Ciaffone, assessore all’istruzione - per capire se ci sono delle misure da prendere per la salure degli alunni e di chi ci lavora». Non si esclude il ricorso a degli esami specifici su richiesta degli interessati, ma al momento è solo un’ipotesi.
La provenienza. Dunque, qualcuno avrebbe sepolto dell’eternit sotto quel giardino. Ma chi? E quando? «Data l’importanza della questione - riprende Ciaffone - abbiamo iniziato una ricerca d’archivio per raccogliere elementi che possano far luce sulla presenza di amianto in quei terreni». Nel 2003, ad esempio, fu rifatto il tetto della scuola, eliminando l’eternit presente. «Ma in questo caso specifico - dicono dal Comune - il corretto smaltimento dell’amianto è tutto documentato». Dunque, il fattaccio risale a molti anni prima. «Probabilmente - commenta Ciaffone - a quando l’utilizzo di questo materiale da costruzione era regolare. Quella scuola esiste da decenni e allora può darsi che qualcuno, moltissimi anni fa, abbiamo gettato l’amianto rimosso sotto quel terreno dove oggi c’è il giardino della scuola. Ma è tutto da verificare». Come è da verificare a che altezza si trova quel materiale, se in profondità o vicino alla superficie. Nel secondo caso il problema sarebbe più grave.
La bonifica. Alla luce dell’approfondimento, comunque, l’amministrazione comunale ha attivato la procedura di bonifica. In sostanza si dovrà rimuovere uno strato di tutto il giardino e sostituirlo con terreno vegetale. Facile a dirsi, complicato a farsi, soprattutto dal punto di vista economico. Il materiale in questione, infatti, passa come rifiuto speciale e lo smaltimento in discarica è molto costoso. Un aspetto che, unito ai vincoli del patto di stabilità, potrebbe ritardare l’operazione comunque sia indispensabile per legge a questo punto. Una cosa, però, è certa: dopo queste analisi, la scuola non riaprirà più per l’anno scolastico in corso.
Il nodo-trasferimento. Piove sul bagnato, insomma, per il destino di questo edificio che accoglie una cinquantina di alunni. Ma dove andranno a fare lezione al ritorno dalla vacanze pasquali? Nell’ex scuola parrocchiale di Gabbro? No, probabilmente no. La soluzione finora più caldeggiata dal Comune sembra avere perso quota col passare dei giorni. «Sono emerse problematiche - dice Ciaffone - che potrebbero determinare dei tempi di ripristino dei luoghi più lunghi del previsto». A preoccupare alcune zone dell’edificio (chiuso dal 2006) con un alto tasso di umidità. E allora ecco che torna l’ipotesi di utilizzare parte della scuola materna della frazione collinare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
