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«Controlli non eseguiti»

«Controlli non eseguiti»

Amianto in Solvay, il pm sull’uso delle mascherine

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ROSIGNANO. C’è grande attesa per l'udienza preliminare di giovedì 19 aprile, quando il giudice Giovanni Zucconi dovrà decidere se rinviare a giudizio per omicidio colposo oppure prosciogliere Piero De Gaudenzi, ex direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano.

De Gaudenzi, che oggi ha 92 anni e risiede a Livorno, è imputato per la morte di Romano Posarelli «in qualità di direttore dello stabilimento» e «in cooperazione con i capi di divisione mantenimento e costruzioni, Gianfilippo Testa e Mario Bachini, deceduti». E’ rimasto solo lui dunque, fra i tre iniziali indagati, a dover comparire davanti al gup.

Nei suoi confronti il pubblico ministero Paola Rizzo ha chiesto il rinvio a giudizio perché, con «negligenza, imprudenza, imperizia», cioè per colpa, non ha osservato le prescrizioni dell'articolo 21 del Dpr 303, ovvero le norme generali per l'igiene del lavoro. Norme che prescrivono mezzi di protezione individuale, in particolare mascherine, per lo svolgimento della mansione di tubista all'interno del reparto officina calderai. Reparto nel quale appunto Posarelli, deceduto a 70 anni nel 2010, aveva lavorato «con mansioni di tubista dal 1974 al 1979» e che «intervenendo su tubi coibentati con preliminare rimozione dei coibenti e conseguente notevole diffusione di fibre di amianto in aria veniva esposto a massicce fibre di amianto». All’ex direttore De Gaudenzi si contesta il fatto che non ci fosse un controllo sull’effettivo utilizzo dei mezzi di protezione e per aver omesso di informare i lavoratori sul rischio specifico dell’esposizione ad amianto. Secondo l’accusa questo ha «cagionato il decesso per adenocarcinoma polmonare, correlata a esposizione ad amianto».

Per queste ragioni l'avvocato Ezio Bonanni, che assiste la vedova Maria Luisa Filippi, ha chiesto l'applicazione degli articoli 113 e 589, ossia cooperazione in delitto colposo e delitto colposo. A difendere De Gaudenzi saranno gli avvocati Luca Santa Maria del foro di Milano e Dario Bolognesi del foro di Ferrara. (c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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