Il Tirreno

Mai così poca pioggia ed è già allarme siccità

di Rino Bucci
Mai così poca pioggia ed è già allarme siccità

In Bassa Val di Cecina precipitazioni ridotte del 50% rispetto a 15 anni fa La Regione: il livello del fiume è ai minimi storici. Pacini: situazione critica

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CECINA. La terra è asciutta, arida, difficile da lavorare. Le colture, dai cerali ai frutti, rischiano il tracollo produttivo. Il fiume Cecina è secco o quasi. Il rischio incendi alto e l'acqua pubblica è a rischio razionalizzazione.

Piogge dimezzate. Tanti problemi e una sola causa: la siccità (e, come sostengono alcune forze politiche, i prelievi industriali). «Non piove da 10 mesi - dice Simone Ferri Graziani, presidente locale della Coldiretti - la situazione è drammatica e se il tempo non ci aiuta rischiamo grosso. Peccato perché le semine erano andate bene. Tutto questo lavoro rischia di essere vanificato. Dall'olivo, ai frutti, al grano, il crollo delle produzioni è dietro l'angolo». L'ultima fotografia sull'allarme siccità arriva dal Servizio idrico regionale. «Il 2011 - scrivono i tecnici fiorentini- è risultato carente di precipitazioni al punto che in molte aree (tra cui la Bassa val di Cecina, ndr) il deficit, calcolato con il confronto delle piogge degli ultimi 15 anni, ha raggiunto valori del 50 per cento». Le precipitazioni sono dimezzate, insomma. I disagi più grandi si sono registrati nel secondo semestre del 2011: mai così male in più di dieci anni. Sempre in quanto a piogge, negli ultimi 15 anni, la provincia di Livorno è risultata la "più asciutta" della Toscana (806.5 millimetri l'anno di media, a Pistoia ad esempio se ne sono visti quasi il doppio). «Il problema - continua Ferri Graziani - non è solo quanto piove ma come piove. Se in aprile arriveranno delle bombe d'acqua, addio colture». Parla di «situazione preoccupante» anche l'assessore provinciale all'agricoltura, Paolo Pacini. «A precipitazioni siamo ai livelli di 30 anni fa - dice - per questo abbiamo avuto degli incontri in Regione con i rappresentanti delle associazioni di categoria. Purtroppo le previsioni non sono incoraggianti e i tecnici spingono già da ora per convincere gli agricoltori a seminare prodotti che abbiano bisogno di poca acqua». In aprile Pacini, come presidente dell'Ato Costa, incontrerà i responsabili del servizio idrico per «fare il punto zona per zona e mettere in campo tutti gli interventi in vista di una possibile emergenza estiva».

Il fiume scende di quota. Secca non solo la terra, ma anche il letto del Cecina. Mai così asciutto. I sensori installati dal Centro funzionale della Regione al ponte di Monterufoli (Guardistallo) segnano livelli sotto lo zero idrometrico. Tre anni fa, nello stesso punto, la soglia sfiorava i due metri. Va un po' meglio scendendo a valle, alla Steccaia, dove si trova l'ultimo sensore piazzato dal centro regionale. Oggi, in quel punto di alveo, c'è poco più di un metro d'acqua (1,2 metri), le rive sono asciutte e piene di detriti. Nel marzo del 2009, la colonnina dello stesso sensore aveva superato quota tre metri (3,1).

Rischio incendi. Agricoltura, fiume, ma anche incendi. In tutta la Bassa val di Cecina il rischio è elevato. A causa della siccità, ma anche per colpa delle nevicate di febbraio che hanno seccato parte della vegetazione. In vari Comuni è già scattata l’ordinanza sul rischio-incendi.

Acqua ad uso pubblico. Possibili disagi anche per i cittadini. L'Asa spiega che «qualora nei prossimi due o tre mesi non ci dovessero essere piogge si potrebbe procedere alla razionalizzazione dell'acqua. La siccità, comunque, non causerà aumenti nella tariffa. La falda è monitorata ma invitiamo i cittadini a razionalizzare l'acqua e a non usarla per fini non domestici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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