Il Tirreno

«Ho fatto solo gli interessi della società»

di Andrea Rocchi
«Ho fatto solo gli interessi della società»

Marco Neri a ruota libera dopo il siluramento. «Stupefatto da quello che è successo. Su di me dette cose false»

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ROSIGNANO. Si dice stupefatto per la vicenda delle «dimissioni forzate». Spiega che dal luglio 2011, quando è ripartita l’avventura calcistica, «ha lavorato solo per il bene della società», ma si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. Contro chi, nel consiglio e fuori, ha voluto gettare più di un’ombra sul suo operato. Marco Neri, titolare del Senza Nome e ormai ex vice presidente del Gs Rosignano Calcio, rompe il silenzio ad una settimana esatta dal siluro che gli è arrivato, inatteso, da via della Repubblica.

Sappiamo che non ha accolto bene il consiglio di farsi da parte. Non è vero?

«Ci sono due aspetti della vicenda. Se guardo alle prospettive che c’erano e ci sono in società, sono convinto che si possa far bene. Sotto l’aspetto personale, sono rimasto stupefatto. Prendo atto di come è nata ed emersa la vicenda ma ancora oggi, a distanza di una settimana, non la comprendo. Io e pochi altri amici avevamo caldeggiato questa presidenza in un momento in cui la società necessitava di una figura sopra le parti».

In sostanza, lei ed altri avete scelto Sardi ed oggi, in cambio, riceve il benservito.

«Al giorno d’oggi nulla di scontato ci si può aspettare. Col sorriso e con la coscienza cristallina penso esclusivamente alla mia professione che, a dispetto di qualche voce maligna, è solo quella di titolare del ristorante Senza Nome».

Si dice che lei facesse un po’ più del vicepresidente. Che esercitasse un ruolo non suo...

«Qui carta canta e non dico altro».

Qualcuno direbbe: ma chi glielo ha fatto fare?

«Sono stato interpellato da più persone, per ripartire da dove con numerosi sacrifici la precedente gestione aveva lasciato la società. E’ agli amici solvaini doc e alla parte livornese che va il mio ringraziamento per la piena disponibilità. Mi riferisco al direttore tecnico Banti, al direttore sportivo Bartolozzi e a Roberto Tancredi, prezioso supporto dall’esterno».

Lei ha progetti sul territorio, dal Tennis Club al Minigolf. Non ha pesato questa sua esposizione nella vicenda dimissioni?

«Con tutta franchezza i rapporti col territorio e con l’amministrazione comunale erano, sono e saranno sempre di reciproca stima. Mai ho preso iniziative che mi portassero altri benefici. Ho sempre, così come la mia cultura familiare mi ha insegnato, combattuto chi ha voluto intraprendere strade illegittime e scorciatoie».

Intanto lei chiede al Rosignano di pagare una fattura di 18mila euro, pari ai pasti concessi alla squadra...

«E’ un argomento che avrei voluto trattare nelle sedi opportune. Ho dato mandato al mio legale di trovare amichevolmente le forme e i contenuti più consoni per una soluzione dei rapporti».

E’ ufficialmente fuori dal Gs Rosignano?

«Ho inviato una raccomandata in Lega con cui ribadisco irrevocabilmente le mie dimissioni da qualsiasi carica sociale. Ho un piccolo rammarico...

Quale?

«Che coi tempi che corrono forse qualche sostegno immediato alla società ha subìto qualche ritardo».

Si riferisce all’ipotesi di sponsorizzazione di Gdf Suez?

«Non posso dire nulla»

Che ne pensa del progetto di trasformare il Rosignano in srl?

«Ottima cosa, l’unica strada per riavvicinare imprenditori del territorio e di fuori».

I suoirapporti con la squadra. Ultimamente c’è stato l’episodio delle scritte ingiuriose nei suoi confronti nello spogliatoio...

«Sulle frasi offensive mi riservo di valutare la vicenda più avanti, non voglio creare ulteriori dissapori. Ho però avuto il piacere di condividere molte idee e molti passaggi con una grande persona e un grande uom della squadra»

Si rierisce a Yuri Cannarsa

«Non faccio nomi»

E i rapporti in società?

«E’ da luglio che si tira in ballo la fantomatica retrocessione in Promozione quando guidavo la società. E’ opportuno che qualcuno tolga definitivamente gli scheletri dall’armadioe la smetta di denigrarmi. E siccome quel qualcuno oggi è in società, gli consiglio vivamente di pensare solo al bene del Rosignano. A chi dice che non ho saputo valorizzare i giovani ricordo che Andrea Prospero e Andrea Borselli sono tra i più osservati della categoria e Prospero è stato vicino al Siena».

Lei ha voluto Lavezzini, perchè?

«Sono ancora convinto che sarebbe stata una scelta valida, senza nulla togliere a chi c’è oggi. Qualche consigliere farebbe bene a meditare quantomeno per renderedignità e rispetto ad un uomo che ha dato tanto al calcio»

Neri, tornerà nel calcio?

«Mai dire mai, da certe esperienze si esce rafforzati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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