Bagno Dune Mosse, il Consiglio di Stato blocca la demolizione
Accolta la richiesta di sospendere la sentenza del Tar Il cantiere resterà al suo posto anche questa estate
VADA. Stop alla demolizione del cantiere del bagno Dune Mosse a Vada. Il Consiglio di Stato, con un'ordinanza depositata mercoledì scorso in cancelleria, ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla società titolare dello stabilimento vadese contro la sentenza di demolizione.
La motivazione. Dunque, niente abbattimento come deciso dal Tar con la sentenza del febbraio scorso. La sesta sezione del Consiglio di Stato, infatti, ha accolto l'istanza cautelare (presentata dall’avvocato Alberto Bruni) «considerato che i contrapposti interessi possono essere tutelati sospendendo l'efficacia del provvedimento impugnato in primo grado (vale a dire l'ordinanza comunale di demolizione del dicembre del 2010) fermo restando la sospensione dei lavori per la realizzazione delle opere che si ritengono autorizzate».
Un punto per la società. Dunque, un punto a favore della Dune Mosse srl. Ricordiamo che al centro della vicenda c'è la costruzione del manufatto ritenuta dal Comune di Rosignano troppo a ridosso del mare rispetto alle autorizzazioni rilasciate.
Ma la società, che ha investito oltre 200mila euro su questo progetto, ha spesso fatto presente «di non trovare nessun vantaggio da questa traslazione» e che anzi, se fosse stato possibile, avrebbe costruito volentieri più verso le dune. La società inoltre, si è resa disponibile «a rivedere insieme all’amministrazione comunale la parte di cantiere contestata». Ma al momento, e visto il procedimento in corso nei vari tribunali, sembra molto difficile anche un semplice incontro a tavolino tra le parti in causa.
Gli effetti. Tuttavia, l'effetto concreto di questo ultimo passaggio giudiziario è che il cantiere resterà nelle condizioni di oggi (poco più di uno scheletro) anche per la prossima estate. È molto difficile, infatti, che lo stesso Consiglio di Stato si possa esprimere nel merito della vicenda entro giugno o luglio. Più probabile, invece, che si vada al nuovo anno per il deposito della sentenza.
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