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il commento

Se le istituzioni non dialogano la politica a cosa serve?

di Maria Meini

E così è arrivato il giorno della rottura. Rottura totale, su tutti i fronti: sindaci da un lato della barricata, Asl dall'altro. Da mesi sulla sanità si sta giocando una partita

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di Maria Meini

E così è arrivato il giorno della rottura. Rottura totale, su tutti i fronti: sindaci da un lato della barricata, Asl dall'altro. Da mesi sulla sanità si sta giocando una partita ad alta tensione. Lo scontro è sull'ospedale, sulla riorganizzazione che secondo i vertici di Monterotondo ottimizza i servizi seguendo una logica di risparmio che non intacca la qualità. La politica ufficiale in tutta questa vicenda non ha fatto una bella figura, anticipata e bacchettata dal comitato pro ospedale con il quale i rapporti sono rimasti di odio-amore. Diciamo pure che non è riuscita a capire lo stato d'animo dei cittadini. Preoccupati per le sorti del loro ospedale e stressati dai disagi che negli ultimi mesi si sono intensificati. Una per tutte: le file chilometriche al Cup, che si sono andate a sommare alle liste d'attesa lumaca per le visite specialistiche e radiodiagnostiche. A detta della stessa direttrice dell'Asl Monica Calamai una specificità cecinese. Ci piacerebbe sapere il perché di questa specificità. Ma la direttrice non l'ha mai spiegato.

Il disagio lo vivono i cittadini-pazienti sulla loro pelle tutti i giorni. E lo vivono pure gli operatori sanitari, medici e infermieri, che lamentano un'organizzazione del lavoro a dir poco inadeguata.

Gli ultimi eventi, dallo scontro sui cartelli all'incidente diplomatico tra sindaci e direttore sanitario Luca Lavazza, hanno fatto precipitare le tensioni istituzionali mostrando la fragilità dei rapporti fra territorio e Asl. Accusata di bypassare le competenze degli amministratori locali, i quali hanno chiamato in causa la Regione. Che, però, per ora ha rimandato la palla al mittente. E se le istituzioni non dialogano a che serve la politica?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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