Il presidio
Paolo Barabino alla guida del Pdl della provincia
Per l’avvocato primo passo del cursus honorum politico, qualcuno parla già di un possibile incarico romano. Chi sono i fedelissimi della sua squadra
CECINA
Paolo Barabino è il segretario provinciale del Pdl. Ha centrato il suo secondo traguardo politico l’avvocato 47enne cecinese, che dal 2009 guida l’opposizione nel consiglio comunale di Cecina, in cui è approdato dopo aver portato al ballottaggio la maggioranza di centrosinistra.
L’esame di maturità. Per Barabino la conquista del palazzo livornese era l’esame di maturità per volare verso altri lidi. C’è chi parla di una probabile candidatura alle amministrative in Regione, ma i ben informati scommettono piuttosto su un cursus honorum interno al Pdl. Prima lo step regionale, poi non è escluso l’approdo romano (complice forse una vaga somiglianza fisica e l’affinità professionale con il delfino di Berlusconi Angelino Alfano...)
La benedizione di Matteoli. Una prova di maturità per Barabino cui l’ha spinto l’ex ministro Altero Matteoli, che è stato il suo grande elettore fin dall’esordio alle amministrative cecinesi. E ora ha puntato su di lui per ricompattare il partito ed eliminare la fronda livornese dei Tamburini-Vaccaro. Non a caso domenica Matteoli ha seguito dall’inizio i lavori congressuali e benedetto l’elezione dei suoi uomini. Perché il direttivo è formato in larga misura dalla pattuglia dei fedelissimi cecinesi. Un successo facile, se guardiamo l’ultima puntata, l’appuntamento congressuale disertato dagli oppositori, in cui il brillante amministrativista era l’unico candidato, e quindi la vittoria era scontata.
I Barabino boys. Ma la marcia su Livorno dei Barabino-boys non è stata una passeggiata. Sul percorso hanno trovato avversari agguerriti e trappole ben congegnate (come la registrazione di un incontro a porte chiuse con un telefonino) ma il gruppo dei cecinesi ha avuto la meglio, grazie a un accordo provvidenziale con la fuoriuscita Marcella Amadio. La pasionaria livornese di fede alemanniana (ex destra sociale di An) dopo anni di guerra fredda con i matteoliani ha stretto l’intesa in funzione anti-Vaccaro ed ha portato in dote il suo tesoretto di voti, confermandosi la più votata.
La scalata dei “provinciali”. La vittoria di Barabino è la vittoria del suo gruppo di “provinciali” sulla capitale riottosa dell’impero (Livorno). Accanto all’avvocato il factotum del suo successo, il consigliere provinciale e comunale a Castagneto Benito Gragnoli, che si conferma infaticabile uomo di fiducia di Matteoli e macchina di partito. E poi i consiglieri comunali di Cecina quasi in blocco: i giovani Marzini e Gasperini, Lucia Castellacci, la presidente del consiglio comunale Valentina Cecconi. Due le pedine da Rosignano: Maria Grazia Angeli, militante di lungo corso, e il matteoliano storico Piergiorgio Vannozzi.
Nel gruppo dei neoeletti si segnala anche una new entry: il geometra cecinese Denni Masi, uno dei più stretti collaboratori di Barabino fin dalla sua discesa in campo.
La partita cecinese. Ma, conquistata Livorno, si apre l’incognita Cecina. Perché se il partito a livello provinciale ha avuto una riassettata, localmente la segreteria è vacante. Entro l’estate, da ruolino romano, ogni città deve indire il suo congresso comunale. E dunque si rinnoveranno le cariche. Ma a Cecina (nemo profeta in patria) dove l’ex sezione di An è stata a lungo commissariata, si annidano i veleni degli antimatteoliani. E a breve si aprirà la partita delle amministrative 2013.
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