Il Tirreno

Campo inagibile, gli sportivi in guerra con il Comune

di Alessandra Bernardeschi

Dopo la raccolta firme, striscione vicino alla stazione Incontro sindaco-società, ma Franchi prende tempo

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CASTIGLIONCELLO

Monta la protesta per la chiusura del campo di calcio a Castiglioncello decisa dall'amministrazione comunale per problemi legati alla struttura che ospita gli spogliatoi e i servizi igienici. E mentre ieri mattina il sindaco Alessandro Franchi ha incontrato Vasco Pantani dell'Unione sportiva e Massimo Garzelli in qualità di presidente della Consulta dello sport per individuare possibili soluzioni almeno fino al termine del campionato, a Castiglioncello sale la rivolto. Ieri uno striscione con la scritta "rivogliamo il nostro campo" è stato posizionato all'edicola della stazione ferroviaria. Striscioni e cartelli sono stati esposti anche domenica pomeriggio al Lillatro durante la partita di calcio. Intanto, prosegue una raccolta di firme per una petizione che verrà inviata al primo cittadino. Petizione alla quale non si sono sottratti neppure alcuni turisti che sono giunti a Castiglioncello durante lo scorso weekend «perché - come spiegano i tifosi - tra i nostri tesserati ci sono anche molti turisti affezionati a Castiglioncello ed alla squadra».

L’incontro. «L'incontro di stamani (ieri per chi legge, ndr) è stato positivo - dice Vasco Pantani presidente dell'Usd Castiglioncello - ma adesso bisognerà aspettare per vedere le decisioni che verranno prese». Perché per rifare ex novo la struttura degli spogliatoi e dei bagni occorrerebbero almeno 350mila euro. Una cifra, in un momento di crisi finanziaria, ritenuta dall'amministrazione piuttosto alta per uno stadio che avrebbe bisogno di ulteriori investimenti. In pratica la società di calcio più vecchia di tutto il territorio ha chiesto al Comune che gli spogliatoi ed i servizi igienici vengano almeno sistemati «in modo che possiamo rientrare in possesso del campo - dice Pantani - per gli allenamenti. Per le partire di campionato possiamo pure utilizzare il campo di calcio del Solvay ».

Futuro incerto. Il problema di fondo, però, non sembra tanto come arrivare alla fine del campionato (mancano solo quattro partite in casa) ma piuttosto cosa accadrà in futuro. «Dobbiamo sapere se anche per il prossimo anno la situazione rimarrà la stessa, ossia se la nostra squadra dovrà giocare nel campo del Solvay - conclude Pantani - a quel punto dovremmo comunicarlo alla Federazione affinché venga fatto un calendario e un campionato che smisti le squadre». Il campo di Castiglioncello sembra essere diventato l'iceberg di un problema più vasto, ossia quello della riorganizzazione di tutto il sistema legato al mondo del calcio e, più in generale, dello sport. «Come presidente della consulta dello sport - dice Garzelli - Stiamo ragionando su una riorganizzazione delle attività e dei campi di calcio a disposizione sul territorio tenendo conto dello stadio che abbiamo a Rosignano Solva». Nessuna decisione definita è uscita dall'incontro di ieri mattina: «Il sindaco - continua Garzelli - ha ascoltato le proposte dell'Usd e si è preso qualche giorno di tempo per valutare la loro fattibilità». A nessuno, inoltre, sfugge che nell'area del campo di calcio il progetto pineta prevede la realizzazione di una parcheggio. Piano pineta, però, che scade proprio quest'anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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