Il presidio
«Spruzzavo l’anti-zanzare per non tapparmi il naso»
Costa Allegra: Francesco Barigozzi e sua moglie raccontano passo dopo passo l’odissea vissuta sulla nave. «Facevamo i bisogni nella doccia e nel lavandino»
ROSIGNANO
«Quando siamo arrivati a Mahé, ci siamo sentiti come Cristoforo Colombo, anche se era finita solo la prima parte dell'avventura». Usa queste parole l'ingegner Francesco Barigozzi per definire l'arrivo alle Seychelles, dopo quattro giorni terribili a bordo nella crociera Costa Allegra con la moglie. Sono più riposati i coniugi dopo il ritorno nella mattinata di venerdì a Pisa e il rientro all'ora di pranzo nella casa di Rosignano Solvay. Anche se non sono riusciti a dormire fino a sera, volendo seguire in televisione i servizi sulla nave.
L’odissea a bordo. Subito dopo il “fattaccio”, l'equipaggio ha mantenuto tutti sui ponti esterni senza far andare le persone in cabina, dove in poco tempo la condizione era diventata invivibile. «Le giornate praticamente le passavamo alla ricerca di informazioni. Le cabine - dice l'ingegnere - erano di due tipi: da una parte c'erano quelle che non avevano nemmeno una qualunque presa d'aria, dall'altra invece c'era un oblò. Quelli che erano nelle cabine senza aria non sono nemmeno rientrati: tante persone si sono stabilite sul ponte della piscina dove di sera si stava abbastanza bene. In ogni caso erano state prese le coperte dalle cabine, in un accampamento d'emergenza. Noi siamo stati in cabina, anche se io passavo le notti a detergermi la fronte per il sudore». Con il cibo che si riduceva a pane, formaggio e salame, il problema era soprattutto quello dei servizi igienici, bloccati con il fermo dei motori della nave. «L'odore che veniva dai bagni era insostenibile - prosegue Barigozzi - perchè non c'era acqua ed era tutto intasato. Per limitare il puzzo che c'era, mi toccava pure spruzzare lo spray antizanzare, per camminare nei corridoi». Come si dice, a mali estremi, estremi rimedi. «Si cercava di mantenere la pipì - dice la moglie, Maria Rita Neri - il più possibile, e siccome non ci permettevamo di andare nei bagni della nave, ci siamo organizzati in qualche modo: Francesco faceva i suoi bisogni nel lavandino, ed io invece ero costretta nella doccia». Altro grosso problema era quello dell'oscurità, con tutta la nave al buio, e le torce arrivate a bordo soltanto l'ultimo giorno di navigazione. «Era impossibile girare per la nave - dice l'ingegnere - perchè ovunque c'erano persone ed era buio. L'ultimo giorno ci hanno portato le torce per muoversi, e sinceramente l'ho proprio voluta tenere accesa tutta la notte mentre eravamo in cabina».
L'attracco alle Seychelles e il ritorno in Italia. Barigozzi, con tanto di raccolta di firme, si era fatto portavoce di un gruppetto di italiani, parlando direttamente al comandante delle necessità dei passeggeri. «Arrivati a Mahé non abbiamo ricevuto una grande accoglienza: siamo stati portati al resort e la prima cosa che richiedevamo era una doccia, dopo 4 giorni terribili passati a temperature altissime. Ci avevano proposto di tornare, con un volo che sarebbe andato prima a Roma e poi Milano, ma su consiglio del comandante abbiamo insistito per arrivare direttamente a casa. A terra non ci hanno trattato bene, insistevano per farci decidere in fretta nello scegliere se rimanere in vacanza o andare via, ma noi richiedevamo solamente di tornare a casa. Alla fine siamo rientrati a casa con il taxi direttamente dall'aeroporto di Pisa, tutto a spese di Costa».
La lettera e le prossime crociere. Arrivati a Roma, la presentazione da parte del manager Costa della lettera che conteneva le scuse e le possibilità di rimborso per i passeggeri della Allegra. «Ovviamente chi è rimasto alle Seychelles implicitamente rinunciava a qualunque azione contro la Costa. Noi vedremo: ci consulteremo con l'agenzia dove abbiamo prenotato e penseremo a come agire. Più che i soldi, a me piacerebbe una cosa: invece che pubblicizzare la bellezza delle navi, dovrebbero mettere in risalto la sicurezza a bordo. Vale poco il rimborso se poi i soldi non vengono rispesi per una crociera». Arrivati oramai all’ ottava crociera, la domanda ovviamente è se torneranno un'altra volta su una nave. «La nave personalmente mi da più sicurezza. Ma dopo questo fatto, sinceramente, almeno per il 2012 ce ne staremo a casa».
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