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Estrazioni di sale: la Regione pronta a dare l’ok a Solvay
I Comuni chiedono un nuovo accordo sull’ambiente Simoncini: «In due settimane un protocollo d’intesa»
ROSIGNANO. Sul tavolo fiorentino si giocano due partite importanti: quella del lavoro e quella dell’ambiente. Solvay chiede di poter estrarre salgemma dalle cave della Val di Cecina, altrimenti manca il “carburante” per sodiera ed elettrolisi. Per farlo ha bisogno di acqua, che preleva dai pozzi lungo il Cecina. E se non si estrae non si lavora, è l’equazione dell’azienda che ha già messo in cassa integrazione 23 operai delle trivellazioni di Ponteginori.
L’altra partita è quella dell’ambiente. Di un territorio, la Val di Cecina, che dice basta a scavi ed estrazioni e che vede minacciata l’autonomia di un fiume - il Cecina - stressato dai prelievi industriali.
Le due partite hanno già prodotto scontri piuttosto accesi. Come quello del sindaco di Volterra che ha bloccato le trivelle della multinazionale a Saline dove si è costituito un comitato cittadino che unisce più fronti, non solo ambientalisti. Come quello del sindaco di Montescudaio che ha impedito a Solvay di attingere acqua dal laghetto della Magonacon un’apposita ordinanza poi rimessa fra le polemiche.
Ieri, a Firenze, c’è stato un incontro importante, anche se non decisivo, per mettere definitivamente dei punti fermi alle due questioni, lavoro e ambiente. Erano presenti gli assessori regionali alle attività produttive Simoncini e quello all’Ambiente Bramerini, le Province di Livorno e Pisa e tutti i comuni della bassa e alta Val di Cecina. C’erano anche Solvay e Atisale.La Regione, al termine dell’incontro, ha diramato una nota che sprizza ottimismo sull’esito delle partite in gioco.
Si legge: «La Regione Toscana ha proposto un percorso volto a chiudere il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e a rilasciare successivamente a Solvay le concessioni Cecina e Poppiano entro breve.La proposta, pur con alcune diversità nelle posizioni, ha trovato il favore dei presenti i quali hanno ribadito che comunque gli impegni di Solvay dovranno essere in linea con la sostenibilità ambientale, economica e sociale e rispondere alle esigenze degli enti locali e di tutto il territorio interessato, da Rosignano alla bassa e alta Val di Cecina.
Tutti hanno espresso e manifestato la comune volontà di consolidare la presenza sul territorio delle attività produttive di Solvay e Atisale e si sono impegnati a cercare le migliori condizioni per consolidarne la competitività e la redditività». In realtà la posizione del comune di Volterra (interessato dalle trivellazioni) non è poi così in linea con quella dei restanti comuni. Ma per la Regione l’impegno è diattuare «un protocollo d’intesa che la Regione Toscana si è impegnata a chiudere entro la prossima settimana, prima dunque dell’approvazione della Via da parte della giunta regionale che avverrà entro due settimane»«Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro di oggi – commentano Anna Rita Bramerini e Gianfranco Simoncini – E’ un segnale della maturità del territorio ed è la traduzione di un’attenzione verso tutti i lavoratori di Solvay che stanno attraversando un momento di grande difficoltà».
Il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, presente all’incontro, definisce quello in Regione «un passo avanti importante». «Sottoscrivere un protocollo d’intesa - dice Franchi - permette di procedere su due fronti: da un lato concludere il percorso di Via che permetterà alla Regione di rilasciare le autorizzazioni per le concessioni minerarie Volterra e Poppiano. Dall’altro permette di estendere un nuovo accordo di programma che coinvolge tutti gli enti per risolvere le questioni ambientali aperte sul territorio». E Franchi non pensa solo al problema salgemma, ma anche alle questioni acqua e scarichi a mare per le quali Solvay è osservata speciale.
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