Porto, per la Finanza un milione di tasse evase
La cifra si riferisce a Ici, Tarsu e imposta sul demanio non versata dal concessionario per 650 posti barca. Paoletti: «Noi siamo in regola»
ROSIGNANO. Un milione di euro tra Ici, Tarsu e imposta regionale sul Demanio non versata dal 2006 al 2010. È questo ciò che è emerso dai controlli effettuati nel corso del 2011 dalla Guardia di finanza di Livorno nel porto turistico di Rosignano. Come riportato in un comunicato, i controlli in questione si riferiscono ai posti barchi del Cala de Medici. «Nei porti turistici di Rosignano, Punta Ala e Porto Santo Stefano - si legge nel documento inviato ieri dal Reparto operativo aeronavale di Livorno - erano funzionanti 1.553 posti barca realizzati su porzioni di pontili o banchine, con attrezzature per gli approdi e allacciamenti ai servizi idrici e elettrici, che non erano stati ancora inseriti nel catasto (categoria D/8 degli immobili a destinazione speciale), per cui sono sfuggiti all’applicazione di tributi locali e statali». Per questo motivo i concessionari «sono stati verbalizzati ai fini del pagamento di 12.859.000 euro di Ici, 722.000 di Tarsu e 8.000 euro di imposte regionali sulle concessioni demaniali marittime». Questo il dato complessivo che, come detto, si riferisce agli anni d’imposta che vanno dal 2006 al 2010.
Scorporando i numeri, dal Roan comunicano che nel caso del Cala de’ Medici sono 650 i posti barca racchiusi in quella cifra (praticamente tutti quelli a disposizione della marina) e che è stata constatata un’evasione di tasse di circa 1 milione di euro.
Dal Comune di Rosignano, tuttavia, fanno sapere che è da tempo in corso un’operazione di recupero di Tarsu e Ici (ma non solo) nei confronti del porto. «E che - dice l’assessore al bilancio Gennaro Tudisco - con il concessionario, dopo che la commissione tributaria ci ha dato ragione sulla riscossione dei tributi, è stato trovato un accordo per la rateizzazione della cifra non pagata negli anni».
Maria Paoletti, general manager del porto, chiarisce: «Noi non siamo evasori. È solo che per un periodo, quando il porto era ancora in costruzione, abbiamo pagato una Ici forfettaria. Una volta poi fatto l’accatastamento abbiamo aspettato il ricalcolo del Comune per saldare i conti. Ed è ciò che stiamo facendo».
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