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La tassa di soggiorno non va giù «Un metodo antidemocratico»
Non si placa la polemica all’indomani del consiglio comunale, accuse dagli agriturismo Persico e Bartolomei: «Sono i nostri amministratori quelli che guardano solo al loro orticello»
CASTAGNETO. E' passata e ha lasciato un segno profondo la decisione del Comune di Castagneto di votare, per primo, l'applicazione della tassa di soggiorno. Dopo la lettura, in apertura della seduta del consiglio, della lettera firmata da parecchie attività agrituristiche e ricettive, nonché dalle associazioni di categoria e agenzie immobiliari, c'è stata una lunga querelle che ha visto fortemente contrari gli schieramenti di minoranza, Pdl e Sinistra per Castagneto. Ma la tassa si è votata e se il percorso procede senza ostacoli ad aprile sarà già effettiva.
Tanta delusione anche post consiglio comunale da parte degli oltre venti partecipanti accolti, come da norma, ma obbligati al silenzio. «Nell'intervento del vicesindaco - dice Franca Persico, dell'agriturismo Osteria Vecchia - mi è sembrato di assistere al suono della lira di Nerone mentre vede Roma che brucia. Molti interventi anche di consiglieri di maggioranza che hanno attività mi sono sembrati ipocriti. Vogliono far passare la tassa come un favore che fanno al turista, perché con gli introiti possono migliorare il comune. Ma è assurdo. Ho percepito un metodo di governare antidemocratico e faccio due esempi concreti: non abbiamo potuto leggere la "lettera aperta al sindaco" e così l'ha letta (e male) un componete della giunta tra l'indifferenza dei consiglieri. Il vicesindaco si è permesso di fare delle accuse ad alcuni componenti del pubblico, ben sapendo che non avevano il permesso di controbattere. Ha puntato il dito contro gli agriturismi dicendo che non hanno mai partecipato alle riunioni dove veniva deciso il programma per il salvamento e in occasione delle quali viene richiesto agli operatori turistici un contributo libero. Non è vero. Fino a qualche anno fa ho partecipato a quelle riunioni e ho fatto la mia offerta, lo può tranquillamente verificare. Si chiede il motivo per cui ora non partecipo più?».
C'è anche stato un giro di email tra i promotori della lettera tra cui agriturismo Sant'Uberto, podere Giovanni, agriturismo La Rondine, agriturismo Greppo all'olivo, azienda agricola Giovanni Chiappini, ristorante Il Vecchio Frantoio, ristorante BabaYaga e i punti chiave esprimevano: «Riteniamo che l'introduzione della tassa di soggiorno sia inopportuna in questo momento. Siamo in recessione ma sembra quasi che i nostri amministratori lo ignorino. La stagione turistica passata ha avuto un calo pauroso di presenze e la prossima si presenta veramente negativa. E’ tutto fermo, le richieste di prenotazione sono pari a zero».
«Ci hanno suggerito - continuano Persico e Loredana Bartolomei, portavoce degli altri - di non guardare solo nel nostro orticello, ma mi pare che loro non guardano oltre il loro. Vorrei sapere se conoscono la situazione economica delle aziende del loro territorio. Tra le proposte con gli introiti derivanti dalla tassa ci sono: togliere i cassonetti, aggiustare le strade... ma questo fa parte della normale amministrazione di un paese civile. Vorrei dire al sindaco: io casa mia la pulisco anche quando sono da sola, non solo quando ho ospiti a cena. E parlano sempre di Marina, è vero che i nostri turisti vanno al mare, ma è vero anche che le nostre campagne sono state abbandonate da ogni tipo di progetto comunale per non parlare del consorzio di bonifica... Si sono preoccupati solo della fossa di Bolgheri e Cammilla. Le fosse di minor grandezza, se non fosse per noi ,sarebbero motivo di incendio costante, durante l'estate, visto che loro si preoccupano del salvataggio delle spiagge».
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