Il Tirreno

Pensioni, per 3mila rosignanesi stop ai soldi in contanti

di Mario Moscadelli
Pensioni, per 3mila rosignanesi stop ai soldi in contanti

Dal 7 marzo niente più riscossione “cash” per importi superiori a 1000 euro. Ecco come mettersi in regola

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ROSIGNANO

Stop al pagamento in contanti delle pensioni superiori a 1000 euro. La novità entrerà in vigore dal prossimo 7 marzo (compreso), ma l’Inps ha già fatto sapere agli interessati che necessario comunicare la modalità con cui si intende riscuotere entro la fine del mese in corso. E sono oltre 3mila i rosignanesi che sulla carta rientrano in questa situazione, anche se c’è da scommettere che molti di questi sono comunque già muniti di conto correnti. Tuttavia, soprattutto ai più anziani, piace di più la riscossione cash, che tra pochi giorni non sarà più possibile per gli importi pari o superiori a mille euro.

La legge. Dal prossimo 7 marzo, la legge 214/2011 (la cosiddetta riforma Monti-Fornero) stabilisce che le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, per i loro pagamenti pari o superiori a 1000 euro devono usare strumenti elettronici disponibili nel sistema bancario o postale, comprese le carte prepagate. Dunque, anche per le pensioni. Una novità che ha dato luogo alle preoccupazioni di molti pensionati, che preferiscono ritirare i loro soldi in contanti. Ma tra poche settimane non sarà più possibile. E allora come fare? Entro la fine di febbraio, sarà necessario comunicare all’Inps le modalità di riscossione. Sarà possibile scegliere tra accredito diretto sul conto corrente, libretto postale o carta di credito ricaricabile. Esiste anche una Inps card che consente ai pensionati di prelevare le somme necessarie direttamente dagli sportelli delle Poste e senza l’aggiunta di alcuna commissione. Insomma, il passaggio alla modalità di riscossione elettronica è indispensabile, altrimenti gli enti previdenziali saranno a costretti a non pagare la pensione fino a che il soggetto non si sarà messo in regola.

Tremila rosignanesi. Purtroppo sono circa un terzo i rosignanesi interessati da questa novità. Purtroppo, perché su un totale di 10.501 pensioni liquidate dall’Inps nel corso del 2011nel comune di Rosignano, infatti, sono 3270 quelle con importi mensili pari o superiori a 1000 euro. Spulciando questi valori, si nota ad esempio che le pensioni superiori a 3000 euro a Rosignano sono 150. In 122, invece, percepiscono una previdenza tra i 2500 e i 3000 euro.

A Cecina, invece, sono in teoria 2209 le posizioni interessate dalla novità del no-cash su un totale di 9121.

A Castagneto sono 724 i pensionati coinvolti dalla riforma, nel comune di Bibbona 204.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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