Il Tirreno

Il giudice Del Forno torna sui suoi passi

di Alessandro De Gregorio
Il giudice Del Forno torna sui suoi passi

Dopo un anno all’ufficio gip riprende servizio a Cecina da venerdì al posto di Iadaresta. Ma i problemi rimangono

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CECINA

Negli ambienti giudiziari la notizia è piuttosto clamorosa. Da venerdì il giudice Antonio Del Forno riprenderà servizio al tribunale di Cecina: non solo per condurre a sentenza i processi già avviati, ma in pianta stabile. Del Forno, che appena un anno fa era transitato all'ufficio gip-gup (giudice delle indagini preliminari e dell'udienza preliminare), prenderà il posto di Elsa Iadaresta la quale, sempre da venerdì, sarà applicata su sua richiesta all'ufficio gip-gup del tribunale di Pisa.

La nuova coppia di magistrati a Cecina, in sede penale, sarà dunque formata da Del Forno e dal collega che lo aveva sostituito, Carlo Cardi.

Nell'ordine di servizio firmato da Gabriella Marinelli, responsabile della sezione penale del tribunale di Livorno, viene ritoccata un po' tutta la geografia giudiziaria provinciale. Del Forno, oltre che giudice monocratico a Cecina, a Livorno riprenderà la stessa funzione sia nel monocratico che nel collegiale (insieme allo stesso Cardi, presidente, e a Tiziana Pasquali). Il posto lasciato vacante da Del Forno nell'ufficio del gip-gup è assegnato a Gioacchino Trovato, che lavorerà insieme a Beatrice Dani (responsabile), Antonio Pirato, Gianmarco Marinai, Paola Caporali e Giovanni Zucconi.

Trovato così lascia Piombino, dove resta Marina Cirese che verrà affiancata da Pasquali. Quest'ultima coprirà la sede di Portoferraio (sostituita da Cirese per le eventuali incompatibilità) fino all'immissione in ruolo di un nuovo giudice, l'attuale Mto (magistrato ordinario di tirocinio) Marco Sacquegna.

A Cecina dunque torna un magistrato molto apprezzato in tutto l’ambiente, compreso quello forense. Livornese, 54 anni, ex pm a Lucca, Del Forno ha già lavorato per sei anni a Cecina, dal febbraio 2005 al marzo 2011. In coppia con Ottavio Mosti (ora ad Agrigento) e contando su una cancelleria ad alto quoziente di efficienza, era riuscito a macinare i tempi delle sentenze portandoli in media da due anni a sette mesi.

Ma le buone notizie finiscono qui. In questi mesi caratterizzati non solo dagli avvicendamenti ma anche dalle continue voci di soppressioni e accorpamenti (per giunta con due funzionari di cancelleria in malattia e non sostituiti), il tribunale di via Landi ha perso inevitabilmente un po' di smalto.

La mole di lavoro invece non è diminuita, anzi è aumentata. Basti considerare che le udienze di smistamento vengono già fissate al marzo del prossimo anno. Il magistrato sprint potrebbe non bastare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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