Italia
Sempre più ortaggi bruciati dal gelo Decine di aziende ko
Molte le imprese nella campagna di Vada in difficoltà «Raccolto da buttare, impossibile portarlo al mercato»
ROSIGNANO
Come se non bastasse la siccità e la stangata dell’Imu, molti agricoltori della Bassa Val di Cecina sono alle prese con i danni causati dal freddo polare di questi giorni. Neve prima e gelo poi, infatti, stanno mettendo ko numerose colture, in testa le orticole. Due le ripercussioni principali: niente vendite alla grande distribuzione per chi ha importanti produzioni e banchi vuoti o quasi per i medio-piccoli che fanno i mercati. E la speranza è che questa ondata di maltempo si plachi, altrimenti anche olivi e piante da frutto ne risentiranno in maniera pesante.
Al momento, infatti, ko sono orticole come spinaci, verdure, cavolfiore, rape e anche carciofi. «Ad oggi i danni - spiega Lisa Tufilli, titolare dell’azienda Campo al Fico a Vada - sono intorno a qualche migliaio di euro. Abbiamo diverse culture bruciate: cavolfiori, rape, bietole, cardoni, broccoli e tutti gli altri cavoli. Non dico che tutto è da buttare, ma quasi». Tufilli porta la sua verdura nei mercati al minuto. «E in questi giorni - continua - a causa di questa situazione è impossibile lavorare o avere i banchi ben forniti. I prodotti, in pratica, sono cotti dal gelo».
Descrive la stessa situazione Laura Rocchiccioli, titolare dell’azienda agricola “L’Oasi” di Vada. «Ancora non è possibile quantificare i danni - dice Rocchiccioli - visto che le culture sono ancora sotto il gelo. È impossibile, infatti, raccogliere quanto c’è nei campi. Riscontriamo danni anche agli olivi, soprattutto se questo freddo non dovesse placarsi». Rocchiccioli, impegnata nei mercati, teme anche per la frutta.
Nella stessa situazione ci sono tante altre attività sparse non solo a Rosignano, ma anche a Donoratico e Castagneto. «I problemi maggiori - spiega Simone Ferri Graziani di Coldiretti e titolare dell’omonima azienda a Vada - ci sono per le orticole a pieno campo, ovvero per chi non utilizza serre. I danni sono già ingenti, ma se le temperature non si rialzano ci saranno grossi guai anche per olive e frutta».
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