Oasi Emilia, boom di richieste per il gelo
Conforti: «A una signora in grosse difficoltà economiche abbiamo comprato una stufa a legna»
CASTIGLIONCELLO
Il gelo acuisce lo stato di disagio di senzatetto e famiglie sempre più in difficoltà. C'è chi telefona alla Sorgente del Villaggio, a Castiglioncello, per chiedere i soldi per pagare il riscaldamento, chi per acquistare una stufa e iniziano ad esserci italiane disponibili a trasferirsi in case di anziani per svolgere il ruolo di badanti.
Intanto sono cinque i senza fissa dimora che si sono trasferiti, solo per queste gelide notti, nei due appartamenti a Vada messi a disposizione dall'amministrazione comunale. E viste le previsioni e la colonnina di mercurio che di notte scende anche di tre gradi sotto lo zero, il Comune ha deciso di tenere aperta la struttura anche per tutta la settimana.
Intanto la mensa dell'Oasi Emilia continua, grazie allo sforzo dei volontari, a sfornare pasti caldi. Tutti i giorni, comprese le domeniche, chi non ha casa, famiglia o semplicemente chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, sale le scale di via Lungomonte. Ad attenderli una tavola apparecchiata, un piatto di pasta caldo, un po' di carne, verdura e frutta. «Il numero degli ospiti può variare - dice Rossella Conforti responsabile dell'associazione la Sorgente del Villaggio - ma diciamo che al massimo sono una trentina le persone che hanno la mensa come punto di riferimento. Operiamo solo il giorno ma, per la sera, diamo una sorta di cestino viveri». Insomma, cibo da asporto. «A tutti abbiamo detto che il Comune metteva a disposizione, per queste notti, un alloggio a Vada. Sappiamo per certo che alcuni sono andati». Tanti, ma non tutti. »Lo scorso anno prendemmo lo stesso provvedimento - dice l'assessore al sociale Elena Ciaffone - ma gli appartamenti rimasero vuoti. Quest'anno ospitiamo cinque senzatetto. E' già un passo avanti».
Molti di loro, contattati dalle associazioni di volontariato che operano sul territorio e che cercano di monitorare la situazione, hanno deciso di declinare l'invito. Gli invisibili, forniti di sacco a pelo e coperte, hanno deciso di fare da soli. Alcuni di loro hanno cani che non vogliono assolutamente lasciare. In parallelo c'è la situazione sempre più drammatica delle famiglie. «Ho voluto stilare un bilancio - prosegue Conforti - stiamo seguendo 135 famiglie (erano 100 a fine 2011) a loro diamo pacchi viveri e vari aiuti». Perché non c'è solo il problema del cibo. «Alcuni giorni fa, ad esempio, ci ha chiamati una signora anziana che conosciamo. Era disperata perché non aveva più soldi per pagare il riscaldamento. E così le abbiamo acquistato una stufetta». Una situazione che peggiora di settimana in settimana «perché molte famiglie, senza un lavoro fisso, hanno finito anche quei pochi soldi che avevano messo da parte». Tante le donne in cerca di lavoro come domestiche. «Ed abbiamo anche italiane, con famiglia, che hanno accettato di fare le badanti».
Alessandra Bernardeschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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