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Crisi del salgemma: «Inaccettabile che paghino i lavoratori»
Cassa integrazione: le Rsu aziendali incontrano la Solvay «Occorre salvaguardare produzioni e ambiente»
ROSIGNANO
Preoccupazione e consapevolezza che la situazione è molto difficile. Ma anche una risposta decisa perché «è inaccettabile - come afferma Marco Balldini, coordinatore rsu - che a pagare per questa situazione di stallo e di incertezza siano i lavoratori». Ieri mattina le rappresentanze unitarie sindacali di Solvay hanno incontrato l’azienda all’indomani dell’annuncio della stessa dell’avvio di procedura di cassa integrazione in deroga per oltre la metà dei lavoratori dell’unità produttiva di Ponteginori. Un incontro necessario per fare il punto sui problemi di estrazione del salgemma dai giacimenti della Val di Cecina.
Intanto una prima certezza sui numeri: saranno 23 gli operai che Solvay collocherà in cassa integrazione per un periodo iniziale di 4 mesi. La richiesta della misura in deroga è stata presentata ieri e probabilmente, una volta accolta, decorrerà già dai prossimi giorni. I sindacati, dopo l’incontro, hanno divulgato un volantino per tutti i lavoratori in cui affermano di volere «proseguire con determinazione gli incontri ed i contatti con i vari soggetti istituzionali coinvolti (Regione, comuni e Province di Livorno e Pisa) allo scopo di cercare soluzioni rapide che consentano di dare futuro al lavoro nel rispetto delle risorse ambientali». Chiaro il riferimento dei sindacati alle questioni salgemma ed acqua che vedono Solvay impegnata in un braccio di ferro con le comunità locali. A Saline, per il blocco della cava Volterra che va ad aggiungersi allo stop al rinnovo delle concessioni minerarie e che sta costringendo la multinazionale a mettere in discussioni i piani pluriennali di produzione legati all’approvvigionamento della salamoia. Ma anche a Montescudaio dove Solvay aveva iniziato nuove attività di prelievo idrico nei cavi del Fiorino che sono stati stoppati dal sindaco Pellegrini con apposita ordinanza perché intaccano una falda su cui, gli anni passati, sia Regione che sindaci si erano espressi per tutela e salvaguardia.
Mentre sulla questione sviluppo e ambiente è aperto un tavolo in Regione che coinvolge gli assessori Simoncini e Bramerini, le rsu esprimono preoccupazione perché «sono consapevoli del fatto che la questione dell’approvvigionamento delle materie prime non riguarda soltanto i lavoratori di Ponteginori ma vede direttamente coinvolti tutti gli addetti di Rosignano e San Carlo». Da qui l’impegno delle rsu per «fronteggiare la situazione dei lavoratori del cantiere di Ponteginori direttamente coinvolti con l’obiettivo di ridurre al minimo i danni in termini di saslario». La settimana prossima i sindacati incontreranno i lavoratori del settore estrazioni interessati alla cassa.(a.r.)
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