Il Tirreno

La Shoah con gli acquerelli di Fiorenza Roncalli

Federica Lessi
La Shoah con gli acquerelli di Fiorenza Roncalli

Sono leggere architetture luminose, eteree cattedrali nascoste tra le pennellate di acqua e colore che diventano forme di luce. Dagli acquerelli di Fiorenza Roncalli - da...

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BOLGHERI. Sono leggere architetture luminose, eteree cattedrali nascoste tra le pennellate di acqua e colore che diventano forme di luce. Dagli acquerelli di Fiorenza Roncalli - da domani mattina alle 10.30 in mostra al Centro civico di Bolgheri per la XI Giornata della memoria - traspare il flusso della memoria individuale, annidata in libri e oggetti personali, ma anche collettiva e tragica come la cronaca dei transiti ad Auschwitz raccolta nel “Kalendarium” di Danuta Czech. Per questo “La forza del colore”, personale promossa dal Comune di Castagneto con l'Accademia utopia sed cum sudicio, permette di conoscere questa autrice riservata, nata a Bergamo da padre umanista e scienziato, laureata in filosofia ed ex insegnante alla scuola superiore di Bollate, che risiede a Casale. Una vita trascorsa viaggiando e difendendo i diritti, come giornalista per il “Quotidiano dei lavoratori” e formatrice nei corsi per metalmeccanici. Ricevendo nella sua casa di Milano esuli sudamericani negli anni Settanta e persone di cultura negli anni Ottanta, da Moni Ovadia a Thierry Salmon e Annet Henneman.

Gli acquerelli nascono negli anni Novanta dall'esperienza teatrale, ma sono il suo modo personale di raccontare l'indicibile, con una scrittura che è al tempo stesso “espressione dei bisogni ed elemento di mutamento”. Questa dimensione mutevole e circolare, come la memoria e l'acqua, è la cifra del viaggio guidato da Primo Levi che ingloba amici scomparsi e deportati nei lager, riflessione e sdegno. Il grande buco nero dell'olocausto marca la prima serie di acquerelli scuri, il trittico sul Memorial di Auschwitz e la cattedrale nera. Due grandi quadri portano i nomi di italiani morti a Dachau e Mauthausen, cui fa da contrappunto una parete di opere luminose e colorate, meta di questo viaggio nel dolore della storia. La mostra è aperta fino al 12 febbraio, tutti i giorni ore 15-19,30, domenica anche 10-13. Visite guidate su prenotazione: 0586 /778259.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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