Italia
Imu sui fabbricati rurali agricoltori in ginocchio
Le associazioni di categoria lanciano l’allarme: «Molte piccole e medie imprese sono a rischio chiusura». Pacini scrive ai sindaci: «Applicare le aliquote minime»
di Mario Moscadelli
ROSIGNANO. Il mondo dell’agricoltura è in allarme per gli effetti dell’Imu, la nuova imposta comunale sul mattone. Le associazioni di categoria parlano di una stangata insostenibile, soprattutto per le medie e piccole realtà. In soccorso arriva anche l’assessore provinciale all’agricoltura Paolo Pacini, che lancia un appello ai sindaci prossimi a varare i regolamenti che andranno a stabilire le nuove aliquote.
Gli effetti dell’Imu. A far scattare l’allarme tra gli agricoltori, il fatto che con l’Imu verranno tassati tutti gli immobili a fini agricoli. «Una stangata -spiega Cinzia Pagni, presidente provinciale della Cia - che andrà a colpire pesantemente soprattutto coloro che possiedono meno di 20 ettari e che, quinidi, non hanno un reddito tale da sostenere questa nuova tassazione». Simone Ferri Graziani, presidente locale di Coldiretti, spiega in sintesi cosa è cambiato rispetto all’Ici per contadini e agricoltori. «Fino ad oggi - dice Ferri Graziani, proprietario tra l’altro di una vasta tenuta della campagna vadese - l’agricoltore pagava l’Ici sul terreno e questa comprendeva anche gli annessi che c’erano sopra. Nel caso della campagna rosignanese si tratta in particolare di stalle e fienili, che in molti casi non producono nessun reddito. Con l’Imu, invece, tutti i fabbricati rurali saranno tassati e questo metterà in ginocchio in particolare le piccole e le medie imprese. Anzi, c’è chi non potrà pagare e dismetterà l’attività». Secondo le associazioni di categoria sono migliaia le imprese a rischio nella Bassa Val di Cecina, in particolare nella campagna rosignanese, in quella delle colline pisane (vedi Santa Luce) e in quella di Castagneto. «Le grandi aziende agricole - dice Ferri Graziani - se la caveranno perché hanno redditi tali da poter sostenere comunque questa tassa. Ma immaginate l’agricoltore che ha 15-20 ettari di terreno e si troverà a pagare, compressa la nuova imposizione sui terreni, 5-6mila euro in più di imposta: non ce la può fare. O abbandona il terreno o demolisce il fabbricato che ci insiste. La beffa è che si tratta spesso di ex stalle o fienili che servono come rimessaggi per gli attrezzi o alloggi per la paglia. Insomma, strutture che producono poco o nessun reddito». Al di là delle proteste e delle preoccupazioni, Pagni si auspica che il governo riveda questo aspetto della manovra. «Altrimenti, anche nella nostra provincia, assisteremo ad un escalation di terreni agricoli abbandonati, che in parte è già iniziata per gli elevati costi di produzione. Insomma, si sta facendo poco o niente per ridare slancio all’agricoltura».
L’appello di Pacini. A dimostrazione che il caso-Imu sia molto delicato per il mondo dell’agricoltura locale ecco le parole di Paolo Pacini, assessore provinciale all’agricoltura. L’ex sindaco di Cecina ha inviato una lettera a tutti i sindaci. «L’introduzione dell’Imu sui fabbricati agricoli rischia di infliggere un duro colpo al settore. E allora invito tutti i sindaci a valutare la possibilità di ridurre le aliquote Imu ai minimi previsti dalla normativa». Pacini snocciola anche alcuni numeri per far capire che questa manovra si va ad inserire in un momento già nero per l’agricoltura, a causa della crisi e della siccità. «Nel nostro territorio - afferma l’assessore provinciale - nell’ultimo periodo intercensuario si registra una forte riduzione delle aziende, -34%, e delle superfici agricole, -10%. Questa tassazione rischia di incrementare questi numeri, visto che andrà a colpire fabbricati rurali come stalle, fienili, rimesse, magazzini e cantine».
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