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Bidoni, il recupero non decolla

Bidoni, il recupero non decolla

Ancora allo studio della capitaneria il piano fornito dalla Grimaldi

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CECINA

E’ trascorsa una settimana da quando la Grimaldi ha inviato alla capitaneria il piano per la localizzazione e il recupero dei bidoni tossici finiti in fondo al nostro mare. Era il 18 gennaio: alla scadenza dell’ultimatum di 48 ore dato dalla stessa capitaneria e dal ministro Corrado Clini, il gruppo napoletano aveva fornito quel piano indicando come e quando sarebbero scattate le operazioni per togliere dai fondali i 198 bidoni di cobalto e molibdeno perduti dall’eurocargo Venezia la notte del 17 dicembre al largo di Gorgona.

Da allora, da una settimana appunto, di quel piano non sappiamo più niente, se non che «è ancora nella fase della valutazione»: così dice il comandante in seconda della centrale operativa livornese Lorenzo Cantore.

Non va meglio se cerchiamo di aver qualche elemento in più dall’Arpat o dalla stessa prefettura.

Certo, l’emergenza della nave Concordia non sta facilitando le cose, ma anche questa è un’emergenza e va considerata come tale. Si spera quindi che l’approvazione giunga nelle prossime ore, in modo da avviare la campagna di recupero delle 34 tonnellate di sostanze chimiche che giacciono da oltre un mese in fondo al mare a una profondità intorno ai 400 metri.

Intanto c’è da registrare la risposta del sindaco di Castagneto a un’interrogazione della Sinistra che si chiedeva cosa stesse facendo l’amministrazione comunale e se fosse stata messa al corrente al pari degli altri comuni costieri.

Fabio Tinti fa sapere di aver ricevuto pure lui, il 28 dicembre (come i colleghi di Cecina, Bibbona e Rosignano) dalla capitaneria di porto la notizia della perdita dei bidoni tossici avvenuta undici giorni prima.

Nel documento, dice ancora Tinti, si faceva riferimento alle procedure da intraprendere in caso di avvistamento dei bidoni in mare o in caso di spiaggiamento. Precauzioni che Il Tirreno ha pubblicato più volte da quel giorno.

«A seguito di tale comunicazione - prosegue il sindaco di Castagneto - l'ufficio ha comunicato ai tecnici reperibili le procedure da attuare qualora fossimo stati chiamati a intervenire. Nessun sindaco (Cecina, Bibbona e Rosignano) ha chiesto ad Arpat di svolgere monitoraggi particolari». (a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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