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Costa Concordia, parla il maitre rosignanese: «Non era per me quell’inchino»

Costa Concordia, parla il maitre rosignanese: «Non era per me quell’inchino»

Antonello Tievoli racconta per la prima volta i momenti sulla nave: «Sono sotto choc, ma tornerò a bordo»

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Non è stato un omaggio alla mia persona. Con quell’inchino io non c’entro niente. L’ho detto anche ai carabinieri». Rompe il silenzio Antonello Tievoli, il maitre originario del Giglio che vive a Rosignano con la famiglia. Il suo nome era salito agli onori delle cronache internazionali due giorni dopo l’incidente della Costa Concordia; accostato alla possibile causa della tragedia. L’inchino della nave davanti all’isola sarebbe stato un tributo ai suoi genitori che vivono lì. Tievoli ricorda con lucidità il momento della collisione: «È successo tutto in pochi secondi. Quasi non ci siamo accorti dell’impatto con gli scogli. È stata una tragedia. Da quel giorno sono a casa, chiuso nel mio dolore – dice con la voce rotta dalla commozione – provo a dimenticare questa tremenda vicenda, a ricomporre i pezzi della mia vita, a metabolizzare e non pensarci». Nella sua abitazione è circondato dai parenti più stretti, dall’affetto della compagna Maria Teodoli e del figlio di nove anni. E, in mezzo a tanta sofferenza, resta un uomo di mare che ama la sua professione. Tornerà a navigare? «Senz’altro».

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