Il Tirreno

LA PROTESTA DI UN’AMICA

«C’è un capitano vero che è ancora in fondo al mare»

«C’è un capitano vero che è ancora in fondo al mare»

VADA Sono passati sette giorni da quando il Santa Lucia è affondato a Largo delle Secche di Vada ma oggi tutti, dopo il tragico naufragio della Concordia al Giglio, sembrano essersi scordati dei tre...

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VADA

Sono passati sette giorni da quando il Santa Lucia è affondato a Largo delle Secche di Vada ma oggi tutti, dopo il tragico naufragio della Concordia al Giglio, sembrano essersi scordati dei tre pescatori morti. E soprattutto del fatto che il corpo di uno di loro, Davide Curcio, non è stato ancora recuperato sebbene individuato all’interno dell’imbarcazione sprofondata sul fondale.

E’ una lettera intrisa di dolore e rabbia quella che ci ha inviato Francesca Macera, livornese, amica di Davide. Una lettera di protesta perchè la famiglia Curcio non può ancora riabbracciare e piangere Davide, dato per disperso fino a sabato e poi identificato all’interno del peschereccio a 70 metri di profondità.

«Purtroppo il corpo di Davide - scrive Francesca - non è ancora stato recuperato....ci vogliono tanti soldi per recuperare il peschereccio....ma lo Stato dov' è? Doveva pensarci la marina militare....ma se aspettimo altro tempo chissà cosa recupereranno... soltanto lo scheletro din una persona che è stata per 7 giorni a quella profondità. Sono arrabbiata, sono indignata, sono schifata.... mi dispiace tantissimo per lui, per il non rispetto del suo corpo, della sua famiglia».

Francesca sa bene che in questi giorni c’è stata la terribile tragedia del Giglio e che le attenzioni dei soccorsi si sono spostate più a sud. «Giusto - afferma - per salvare i superstiti, giusto se ci sono persone che possono essere salvate.....ma adesso che si presume che superstiti non ce ne siano piu' purtroppo mi chiedo se non avrebbe la precedenza il recupero del corpo di Davide da parte della Marina Militare o di chi se ne stava occupando visto che la disgrazia del Santa Lucia è successa oltretutto in precedenza? E ciò per poter restituire il corpo di Davide alla moglie Ilaria di 31 anni,che Davide amava infinitamente, al piccolo Lorenzo suo figlio di 4 anni, alla madre, che in un solo incidente ha perso il marito ed il figlio, alle sorelle di Davide, alla famiglia tutta e a tutti gli amici per onorarlo di una degna cerimonia funebre e sepoltura?»

Francesca Macera è amareggiata anche perché sulla vicenda non è stata fatta chiarezza, su che cosa si sono impigliate le reti. «La sotto - dice la giovane donna- ci sono rifiuti che non dovrebbero esserci, il nostro mare è una discarica» E prosegue: «Ma adesso tuutio si occupano della Costa Concordia, purtroppo. Fa più scalpore un capitano (Schettino) che è vivo perché ha abbandonato la sua nave e non ha fatto il suo dovere che un meraviglioso capitano come Davide Curcio che, facendo il suo dovere di capitano non ha esitato e purtroppo è affondato al timone del suo peschereccio. Ed oggi è sempre lì, nella cabina con i suoi cani in fondo al mare». «Davide, ti amiamo», conclude Francesca Matera che con questo suo doloroso appello vuole sensibilizzare tutti e tenere alta l’attenzione su questo altro dramma del mare.

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