Il Tirreno

«I mercatini dell'ingegno sono un valore aggiunto» E scatta la contropetizione

Una bancarella di artigianato, sopra Bruno Pistolesi
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Una bancarella di artigianato, sopra Bruno Pistolesi

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 CECINA. Troppi mercatini? Gli artigiani dell'ingegno non ci stanno e alla petizione promossa dalla Confcommercio affiancano un'altra petizione «parallela». E' quella lanciata dall'associazione affiliata all'Aics (una quarantina di soci) presieduta da Bruno Pistolesi: 33 firme raccolte tra gli stessi commercianti secondo i quali certi mercatini (come quelli allestiti il 18 e il 22, rappresentano un valore aggiunto per l'economia del territorio in quanto servono ad attirare un pubblico che poi si riverbera sulle attività commerciali.  Un valore aggiunto quindi, non un elemento di concorrenza.  «Gli artigiani hobbisti - dice Pistolesi - che manipolano la creta o la ceramica, il legno, il vetro, il ferro e altri materiali di recupero, quali i legni del mare o le radici del bosco, non fanno certo concorrenza con le proprie creazioni al commercio tradizionalmente inteso. Le tecniche dell'intarsio del legno, la pittura su ceramica e vetro, il patchwork, il tiffany e la grisaille, il decoupage o il quilling, sono espressione di una creatività e una manualità che occorre valorizzare e non mortificare con veti assurdi e fuori luogo».  Poi Pistolesi si rivolge direttamente ai commercianti e al presidente di Confcommercio, Attilio Camposano: «Ricordo loro che in molte realtà italiane quali Bolzano, Merano, Firenze, Roma, questi mercatini natalizi rappresentano una realtà consolidata, capace di attirare migliaia di visitatori. Non solo, ma consigliamo di leggersi Toscana tascabile, relativo al mese di dicembre, per rendersi conto che, nei centri storici e nelle piazze principali toscane è tutto un fiorire di mercatini delle opere dell'ingegno. E non ci risultano levate di scudi da parte dei commercianti del posto o loro suicidi collettivi per protesta».  «È del tutto risibile poi - aggiunge Pistolesi - collegare le mostre mercato delle opere dell'ingegno al presunto calo delle vendite dei commercianti di Cecina. Tutti sanno che in Italia è in atto una recessione e un conseguente calo dei consumi, frutto di una crisi che investe l'intera Europa. Anzi, noi abbiamo la presunzione di affermare che i mercatini dell'ingegno abbiano portato afflusso di visitatori, con un conseguente beneficio per gli stessi operatori commerciali.  E ancora: «Vogliamo far notare che a Livorno, a ridosso della centralissima via Grande, si è tenuto un mercatino natalizio artigianale per ben otto giorni consecutivi. Non ci risultano proteste dei commercianti della zona e nemmeno della Confcommercio. Forse perché questo mercatino è stato organizzato da un'associazione vicina alla Confcommercio stessa? Guarda caso la stessa associazione che organizza i centralissimi mercatini in occasione di Cecina in Festa naturalmente e in occasione della Notte Bianca».  Pistolesi quindi annuncia che l'Aics presenterà prossimamente al Comune il programma per l'anno 2012 «rivendicando la nostra autonomia di rappresentatività, come dispongono le leggi vigenti, per ciò che riguarda le opere dell'ingegno. Siamo disponibili a confrontarci con tutti gli altri soggetti interessati all'organizzazione di manifestazioni e iniziative sul territorio, ma senza prevaricazioni o veti di sorta.  Infine, su piazza Guerrazzi: «Come tutte le altre piazze della città piazza Guerrazzi rappresenta un bene collettivo e, al di fuori delle istituzioni, nessuno può arrogarsi il diritto di porre limitazioni o proibizioni al suo utilizzo, commercianti del luogo compresi. Se questo atteggiamento dovesse ripetersi non esiteremo un istante a raccogliere le firme di tutti i cittadini affinché, nell'interesse dell'intera collettività, sia garantito il diritto a fruire di un bene pubblico».  Firme che Pistolesi ha già raccolto in via «preventiva» e, aggiunge, «non nel modo in cui l'ha fatto la Confcommercio, estorcendole anche a chi non c'entrava niente come i parrucchieri. Mi dite che concorrenza fanno i mercatini dell'ingegno ai parrucchieri?»..

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