Il presidio
Appello inviato anche al presidente della Regione e al prefetto
Benedetti scrive al ministro «Salvate il tribunale di Cecina»
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Lesterno del tribunale di Cecina 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Salvate il tribunale di Cecina: così il messaggio di una lettera che il sindaco Stefano Benedetti ha spedito, tra gli altri, anche al ministro della giustizia Paola Severino esprimendo preoccupazione per il riordino delle sezioni distaccate dei tribunali che in Toscana potrebbe portare all'accorpamento o alla soppressione di quella cecinese. Lo aveva annunciato, Benedetti, che si sarebbe mosso così come hanno fatto gli avvocati e lo stesso consiglio comunale che aveva approvato all'unanimità una mozione del consigliere Francesco Villani (Pdl). «Il Tirreno» a più riprese si è occupato della questione. La sezione distaccata di Cecina, secondo i dati dello stesso ministero e che vengono sottolineati anche da Benedetti, è uno dei tribunali più efficienti d'Italia (secondo per celerità e produttività dopo Biella). «Se consideriamo l'attività del tribunale svolta nel 2010 - scrive il sindaco - la sezione è stata in grado di far fronte a tutti i processi penali sopravvenuti e smaltire anche parte di quelli precedenti ancora pendenti; stessi risultati anche per le cause civili, anzi possiamo dire che l'efficienza e la funzionalità si colloca ai primi posti nelle graduatorie italiane, sia pure in una situazione di carenza di personale». Il tribunale di Cecina regge una circoscrizione molto ampia: 11 comuni delle province di Livorno e Pisa per oltre 82.000 abitanti (100.000 in estate). Da qui l'impegno di consiglio comunale, sindaco e giunta «a intraprendere tutte le iniziative necessarie a mantenere sul territorio gli uffici giudiziari della sezione distaccata e del giudice di pace. Vogliamo scongiurare l'eventualità di una soppressione che comporterebbe la perdita di una serie di servizi essenziali da sempre presenti in questo territorio». La lettera è stata spedita anche al presidente della Regione Enrico Rossi, al prefetto di Livorno e ai presidenti di Provincia di Livorno e Pisa.
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