Il presidio
I proprietari delle strutture ricettive preoccupati per gli effetti della manovra Monti
Sospendere la tassa di soggiorno
Alessandra Bernardeschi
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Gli albergatori chiedono di sospendere la tassa di soggiornoÈ la richiesta degli albergatori al Comune: «Ora sarebbe un salasso»
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ROSIGNANO. L'aumento dell'Iva ventilato dal governo Monti porta l'associazione albergatori Riviera degli Etruschi a chiedere al Comune di Rosignano di sospendere la decisione sulla tassa di soggiorno. Ma chissà se questa richiesta sarà accolta: molti Comuni, come Rosignano, stanno pensando seriamente di inserire l'imposta dal 2012. Insomma, gli albergatori chiedono di congelare l'introduzione della tassa. È il momento è quello "giusto" visto che l'amministrazione comunale di Rosignano, ad esempio, in questi giorni sta stendendo la bozza per il bilancio di previsione 2012.
«La situazione è completamente mutata rispetto a pochi mesi fa quando discutevamo sulle cifre della tassa perché il governo ha già annunciato che avremo un aumento dell'Iva dal 10 al 12 % - spiega Giovanni Guidi presidente dell'associazione albergatori - e inoltre sarà reintrodotta l'Ici. Se a tutto ciò aggiungiamo la tassa di soggiorno in questo momento di estrema ristrettezza economica, sempre meno cittadini decideranno di trascorrere una vacanza nei nostri luoghi. Per questo chiediamo una pausa di riflessione a tutti i Comuni della Bassa Val di Cecina e della val di Cornia che fanno parte del tavolo di concertazione che si è aperto in questi mesi».
Una tavolo dove, se ancora non si era dato il via libera alla nuova imposta, si erano però ipotizzate cifre diversificate rispetto alle strutture ricettive: alberghi, campeggi, Rta e così via. Insomma la manovra Monti apre secondi gli albergatori uno scenario completamente nuovo «che - continua Guidi - ci obbliga a chiedere ai Comuni una sospensione circa l'entrata in vigore della tassa di soggiorno. E questo prima di prendere decisioni su regole che di qui a pochi mesi potrebbero essere cambiate». Gli albergatori temono che i Comuni, per lo più favorevoli all'introduzione della tassa, inseriscano già da ora all'interno dei bilanci di previsione sui quali stanno lavorando, gli introiti derivati dall'imposta. Ed è per questo che, anche attraverso le associazioni sindacali, chiedono di fatto alle amministrazioni di sospendere questa voce in attesa di comprendere meglio gli scenari futuri e quanto venga a gravare la nuova manovra sulle strutture ricettive. Strutture che dovranno fare i conti anche con la rivalutazione degli estimi catastali. «Siamo sempre stati contrari alla tassa di soggiorno - continua Guidi - ma abbiamo scelto di far parte del tavolo di concertazione assieme ai Comuni della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia proprio per arrivare ad un regolamento il più possibile condiviso anche dagli operatori. Sappiamo che le amministrazioni comunali sono intenzionati ad applicare questa tassa. Intanto, però, lo scenario è mutato. Tra l'altro gli stessi Comuni potranno nuovamente far conto sugli introiti di almeno una parte dell'Ici e dunque non avrebbero l'urgente bisogno dei proventi della tassa di soggiorno».
«La situazione è completamente mutata rispetto a pochi mesi fa quando discutevamo sulle cifre della tassa perché il governo ha già annunciato che avremo un aumento dell'Iva dal 10 al 12 % - spiega Giovanni Guidi presidente dell'associazione albergatori - e inoltre sarà reintrodotta l'Ici. Se a tutto ciò aggiungiamo la tassa di soggiorno in questo momento di estrema ristrettezza economica, sempre meno cittadini decideranno di trascorrere una vacanza nei nostri luoghi. Per questo chiediamo una pausa di riflessione a tutti i Comuni della Bassa Val di Cecina e della val di Cornia che fanno parte del tavolo di concertazione che si è aperto in questi mesi».
Una tavolo dove, se ancora non si era dato il via libera alla nuova imposta, si erano però ipotizzate cifre diversificate rispetto alle strutture ricettive: alberghi, campeggi, Rta e così via. Insomma la manovra Monti apre secondi gli albergatori uno scenario completamente nuovo «che - continua Guidi - ci obbliga a chiedere ai Comuni una sospensione circa l'entrata in vigore della tassa di soggiorno. E questo prima di prendere decisioni su regole che di qui a pochi mesi potrebbero essere cambiate». Gli albergatori temono che i Comuni, per lo più favorevoli all'introduzione della tassa, inseriscano già da ora all'interno dei bilanci di previsione sui quali stanno lavorando, gli introiti derivati dall'imposta. Ed è per questo che, anche attraverso le associazioni sindacali, chiedono di fatto alle amministrazioni di sospendere questa voce in attesa di comprendere meglio gli scenari futuri e quanto venga a gravare la nuova manovra sulle strutture ricettive. Strutture che dovranno fare i conti anche con la rivalutazione degli estimi catastali. «Siamo sempre stati contrari alla tassa di soggiorno - continua Guidi - ma abbiamo scelto di far parte del tavolo di concertazione assieme ai Comuni della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia proprio per arrivare ad un regolamento il più possibile condiviso anche dagli operatori. Sappiamo che le amministrazioni comunali sono intenzionati ad applicare questa tassa. Intanto, però, lo scenario è mutato. Tra l'altro gli stessi Comuni potranno nuovamente far conto sugli introiti di almeno una parte dell'Ici e dunque non avrebbero l'urgente bisogno dei proventi della tassa di soggiorno».
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