Tassa di soggiorno: dietrofront
Rino Bucci
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Uno scorcio di Montescudaio Ci ripensano i comuni pisani tranne Montescudaio che tira dritto
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GUARDISTALLO. I Comuni pisani dell'Alta e della Bassa val di Cecina tirano il freno a mano e decidono - almeno per ora - di non applicare la tassa di soggiorno. La decisione è arrivata dopo un confronto organizzato a Ponteginori ed è abbastanza clamorosa, se si pensa che tutte le amministrazioni del livornese stanno premendo sull'acceleratore per avere l'imposta da gennaio 2012. Esultano le associazioni di categoria, da sempre contrarie alla tassa spenna-tustisti. «È la dimostrazione di un grande senso di responsabilità - dice Paolo Pesciatini di Confcommercio - le amministrazioni hanno deciso di non andare all'applicazione dell'imposta, almeno per il momento. Oggi, tutti i Comuni convivono con i problemi economici, Ma l'introduzione di una nuova tassa che colpisce il turismo non è la soluzione a tutti i mali. Anzi, rischia di crearne». Sulla costa. Non la pensano così gli amministratori dell'area livornese che si riuniranno nei prossimi giorni per cercare di introdurre la stessa tassa in tutta la provincia. Si punta all'omogeneità: sia per i modi (le tariffe) di applicazione sia per i tempi. In questo caso, le associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) si siederanno ad un tavolo tecnico. Una soluzione per evitare il muro contro muro e cercare di ridurre i danni. Circolano già le indiscrezioni sul "peso" di una vacanza: si andrebbe da 0,50 a 2,50 euro a notte a seconda della struttura ricettiva. Fronte scompattato. Alla riunione pisana hanno partecipato molte amministrazioni dell'Alta val di Cecina (tra cui Volterra e Poteginori), la compagine collinare della Bassa val di Cecina e l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo. Presenti le delegazioni di Riparbella, Monteverdi, Guardistallo. La partecipazione delle amministrazioni collinari della Bassa val di Cecina si spiega con la decisione di dividere - in materia di tassa di soggiorno - il fronte pisano da quello livornese. Una scelta arrivata qualche settimana nel corso di un incontro tra associazioni di categoria e imprenditori del settore turistico. Nell'occasione da più parti arrivò la proposta di scindere il fronte pisano da quello livornese. Per la diversità del territorio e dell'offerta che si propone al turista. Nuovi scenari. Ora, resta da capire come si muoveranno i Comuni pisani della Bassa val di Cecina. Andranno verso la non applicazione seguendo le amministrazioni vicine (anche per le caratteristiche) o si sposteranno con la compagine livornese che corre verso l'applicazione? «Noi ci battiamo per evitare questo balzello - dice Pesciatini - che potrebbe essere davvero dannoso. Anche perché oggi la normativa è lacunosa e non c'è molta chiarezza in merito. Su questo campo Confcommercio e Confersercenti sono unite e sposano le stesse convinzioni». Non a caso le due associazioni di categoria hanno presentato un ricorso congiunto al Tar nei confronti di Montescudaio; l'unico Comune locale dove l'imposta di soggiorno è stata introdotta. Nel caso del piccolo borgo, il sindaco, Aurelio Pellegrini non è stato tanto a tergiversare se unirsi ai vicini collinari o a quelli costieri; ha deliberato l'applicazione della tassa in estate. A settembre l'unico campeggio nel Comune ha chiuso i battenti dopo decenni di onorata attività.
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