Il Tirreno

Targa Cecina. Il vicepresidente del Ccn si sfoga: ho dato tanto, e mi hanno escluso dal voto

«Bella riconoscenza davvero...»

Rino Bucci
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Il seggio elettorale alla Targa Cecina

Dopo Giorgi, anche Bartoli accusa: mi impegnerò molto meno

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CECINA. Il dopo elezioni alla Targa continua ad avere il sapore di veleno. Non si spegne il malcontento tra chi non è stato ammesso al seggio. In pratica, ogni giorno c'è qualcuno che ha da togliersi un sassolino dalla scarpa. Se ieri era stata Barbara Giorgi - speaker dalla militanza trentennale - ad esprimere il suo disappunto per essere stata esclusa da elezioni che «non rispettano la volontà del popolo dei capannoni», oggi è un altro pezzo da novanta a puntare il dito sull'associazione e minacciare il passo indietro.  Si tratta di Roberto Bartoli, imprenditore fiorentino trapiantato a Cecina, proprietario di Benetton, Sisley, Le Chiacchere ed altre attività nel centro cittadino.

In questi anni Bartoli è stato uno degli animatori e forse lo sponsor più importante per la Targa. E soprattutto, in veste di vicepresidente del Centro commerciale naturale, è stato il punto d'incontro tra i rionali e il mondo del commercio.  Ormai anche lui, dopo l'esclusione dal voto, è nella lista dei delusi. «Dopo tutto quello che ho fatto penso proprio che non mi meritassi un trattamento del genere - dice - a questo punto valuterò di volta in volta se ho convenienza a dare una mano all'associazione o meno. Il mio coinvolgimento sarà limitato. Se analizzo ciò che è accaduto in questi giorni il dispiacere si riacutizza. Parto dal presupposto che entrambi i candidati abbiano commesso l'errore di portare alle elezioni persone che fino al giorno prima non sapevano neanche che cose fosse la Targa. C'è stata una ricorsa alla tessera a tratti incredibile, neanche si trattasse delle presidenziali americane. Altro affare, invece, è la mia vicenda personale. In questi anni ho dato tanto. Grazie ad una mia iniziativa è stato organizzato il primo sbaracco. Ho sempre messo a disposizione i miei negozi, le vetrine e la merce per far guadagnare la Targa. Ho fatto anche di più, grazie ad uno sbaracco ad hoc ho ripianato con la vendita dei vestiti il buco in bilancio del rione Centro che in quel momento era in difficoltà. Un gesto che mi è valso la tessera di socio onorario. Pensavo che valesse qualcosa, invece, sono arrivato al seggio e mi hanno rimandato via».  Sulla bagarre interviene anche Catia Giannoni, presidente del Ccn.

«Sinceramente la discussione mi ha sorpresa - dice - secondo me deve sempre prevalere il bene dell'associazione. Anche per le ripercussioni che ha sul commercio la Targa è fondamentale per Cecina. Di certo dovrà esserci un'operazione di svecchiamento. Il prima possibile incontrerò Susanna Pecchia per capire le sue intenzioni e portare avanti la collaborazione».  Nonostante il sindaco Stefano Benedetti si sia impegnato a far da paciere tra la fazione del presidente uscente Franconi e quella della neoeletta Pecchia (il mandato decorrerà dal 2012) le polemiche vanno avanti.

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