Auto nel fosso, muore davanti alla madre
La ragazza stava andando al lavoro: da giugno gestiva il circolo Arci di Castellina
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CASTELLINA. Stava andando al lavoro, insieme alla madre, percorrendo una strada che dallo scorso giugno le aveva regalato fatica, ma anche tanti sorrisi. Il sorriso per un lavoro nuovo da portare avanti insieme alla cognata. Ma su quella stessa strada ieri pomeriggio ha trovato la morte: Samanta Trivelli, 29 anni originaria di Cecina ma residente a Rosignano Solvay, ha perso la vita davanti alla mamma in un incidente stradale lungo via Roma, la strada che collega Le Badie a Castellina. Già, Castellina: è qui che aveva trovato una nuova dimensione professionale, gestendo il circolo Arci, locale storico in piazza Guerrazzi. Fuoristrada mortale. La tragedia è avvenuta poco dopo le 17. La ragazza, insieme alla madre Antonella Martellacci, stava raggiungendo proprio il posto di lavoro nel paese collinare pisano. Alla guida Samanta. Arrivata alle Badie, ha imboccato via Roma per salire verso Castellina. In quel momento l'asfalto era bagnato dalla pioggia. Un rettilineo, poi delle curve in salita. Ed è qui che improvvisamente la giovane ha perso il controllo della macchina, una Fiat Doblò di colore blu. Il veicolo ha urtato prima una piccola pianta di olmo, poi è caduto giù nel dislivello di circa 2 metri che c'è tra la strada e un campo con degli ulivi. La macchina è praticamete rotolata, finendo la sua corsa contro una delle piante in posizione ribaltata. Da una prima ricostruzione dei carabinieri di Riparbella, pare che, nel cappottamento, la ragazza sia schizzata fuori dalla portiera, rimanendo poi schiacciata sotto le lamiere del Doblò. Aspetto, quest'ultimo, che avrebbe determinato il decesso della giovane. Illesa la madre, che inerme ha assistito a quella scena straziante. Alcuni passanti, che hanno visto la macchina finire fuori strada, hanno attivato il 118: in via Roma è arrivata un'ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano, ma il medico ha solo potuto constatare il decesso. Sono giunti anche i vigili del fuoco di Cecina allertati dalla possibilità di dover estrarre una donna dalle lamiere, ma purtroppo non c'è stato bisogno del loro intervento. Probabile che la Procura di Livorno ordini l'autopsia. Quel nuovo lavoro. Samanta Trivelli, originaria di Collemezzano (dove ancora vivono i suoi familiari), dal mese di giugno gestiva insieme alla cognata - Letizia Canestrale - il circolo Arci a Castellina. E quel nuovo lavoro da barista le ha aveva riempito la vita. Soprattutto di gioia. «Era felicissima di avere intrapreso quell'avventura», taglia corto il fratello Federico, distrutto dal dolore. «La conoscevo bene - spiega Federico Lucchesi, sindaco di Castellina, che tra l'altro è stato tra i primi a ritrovarsi in quell'incidente - come del resto tanti dei miei compaesani, visto che quel circolo è uno dei punti di riferimento di Castellina. Era una ragazza solare, molto attaccata al suo lavoro e che in pochi mesi era riuscita a farsi voler ben da tutti. Insomma, insieme alla cognata, era stata capace di dare slancio e brio a quel locale. A portare una bella ventata di freschezza». Lucchesi, tra l'altro, è stato tra i primi ad accorgersi dell'incidente. «Scendendo da Castellina ho visto quella macchina blu ribaltata, ma non volevo crederci che fosse Samanta: sono sceso e mi hanno detto che sotto a quel lenzuolo bianco c'era proprio lei. La nostra Samanta». Non era la prima volta che la giovane lavorava in un locale: in precedenza, infatti, era stata titolare del bar "Il ritrovo" a Cecina. Fidanzata con Caca Lulizin (insieme convivevano in una casa a Rosignano), la barista lascia i genitori e un fratello.
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