Il Tirreno

Il professor Pasquino all’incontro di Libertà e Giustizia

«Il porcellum va abrogato ridiamo potere al popolo»

Da sinistra Pasquino, Mazzi e Valentini
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Da sinistra Pasquino, Mazzi e Valentini

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 CASTIGLIONCELLO. Auditorium affollato per l'iniziativa del circolo di Libertà e Giustizia della Bassa Val di Cecina al Pasquini. Il dibattito, moderato da Antonio Valentini giornalista del Tirreno e con la presenza della presidente del circolo LG Annalena Mazzi, ha visto protagonista Gianfranco Pasquino, professore di scienza politica, intervenuto sulle leggi elettorali. Il punto centrale della discussione è stato il "porcellum", la discussa legge elettorale in vigore al centro di una raccolta firme per la sua abrogazione. «È una delle peggiori leggi - punge il professore - e ne vediamo le conseguenze. Con lo scambio di voti che si è avuto il 14 dicembre (con la discussa fiducia data al governo, ndr) i politici si sono dimostrati servi del partito, per essere successivamente ripresentati nelle liste elettorali bloccate. È quindi importante raggiungere il numero necessario di firme per cambiare la legge col referendum».  Fra una stoccata diretta al Governo e al primo ministro («Berlusconi è diventato un costo per l'Italia, a cui ha causato una grande perdita di credibilità internazionale»), il professore ha poi parlato della legge elettorale migliore da poter adottare. «Tornare al "mattarellum", la legge precedente, sarebbe già un buon passo. A livello europeo il maggioritario a doppio turno francese e il proporzionale modificato tedesco sono i migliori esempi. L'importante è che si ritorni a dare il potere al popolo, non si può andare avanti con i parlamentari nominati dai partiti: è giusto che il parlamentare sia candidato nel collegio di residenza e il cittadino sia chiamato a scegliere fra candidati sapendo chi sono. Il parlamentare deve essere riconosciuto dalla gente quando va al bar o dal giornalaio». D.M.

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