Sistemati nei bungalow del camping in attesa dellapertura di nuovi centri in Toscana
Alle Tamerici accolti 28 profughi
◗
Larrivo dei profughi alle Tamerici Dalla Regione sos al Comune. Arrivano dalla Libia ma sono nigeriani
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. La notizia è arrivata ieri mattina. E' stata la Regione Toscana che ha chiesto la disponibilità a tre comuni di farsi carico - per un breve periodo - dell'ospitalità di un gruppo di profughi di origine nigeriana, provenienti dalla Libia e sbarcati le scorse settimana a Lampedusa. Cecina, di fronte all'emergenza, ha deciso di farsi carico del problema e dalle prime ore della mattina l'ufficio politiche sociali si è messo al lavoro per cercare una soluzione di accoglienza dignitosa. Sono state ore frenetiche in cui l'amministrazione comunale ha coinvolto anche l'Arci, già impegnato in progetti di integrazione ed accoglienza di immigrati, verificando la disponibilità di strutture adatte ad ospitare i profughi. «Grazie al senso di responsabilità di Mario Marconi, gestore del camping Le Tamerici - spiega Lia Burgalassi, assessore al sociale - è stato possibile sistemare i profughi all'interno dei bungalow della struttura di Marina (che ricordiamo è di proprietà del Comune di Cecina)». I profughi sono arrivati ieri, in tarda serata, da un centro d'accoglienza abruzzese in attesa di trovare una sistemazione più definitiva in uno dei centri in fase di realizzazione in Toscana. «La Regione - continua Burgalassi - ci ha comunicato questa esigenza spiegando che si tratta di garantire l'accoglienza per un periodo limitato nel tempo, dai 7 ai 14 giorni, in attesa che siano completati i centri che sono in fase di realizzazione in Toscana». Già ad inizio dell'estate altri comuni toscani si sono fatti carico dell'emergenza e, in passato, Cecina aveva accolto profughi provenienti dall'Africa e non solo. E' stata concordato con l'Asl anche un intervento di tipo medico-sanitario anche se i 28 nigeriani giunti a Cecina sono in buone condizioni di salute essendo già stati accolti, dopo lo sbarco, in una struttura attrezzata dell'Abruzzo e sottoposti ad esami ed accertamenti di tipo sanitario. In questi giorni, mentre Le Tamerici garantiranno oltre all'alloggio anche il vitto per i profughi, l'Arci della Bassa Val di Cecina sarà impegnata in un interveto di mediazione culturale e sociale occupandosi della permanenza degli ospiti ed organizzando loro attività all'interno della struttura di Marina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
