Il Tirreno

In duemila sul corso per la magia dei carri Bene la prima in notturna

Paolo Marsili
Sopra il carro del Centro Sotto quello del rione Palazzaccio
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Sopra il carro del Centro Sotto quello del rione Palazzaccio

I rioni preceduti dalla corsa non competitiva Una maglia speciale per l'edizione numero 50

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 CECINA. La serata è serena, nel cielo terso brillano la luna e le stelle, e con loro splende la Targa Cecina. Il centro cittadino non è sonnacchioso come le altre sere; musiche, balletti, voci allegre, battimani, lo rendono vivace e pieno di simpatia. C'è la sfilata in notturna della 50.a Targa Cecina, molto attesa, e che, almeno per il colpo d'occhio, non manda deluse le aspettative.  Un neo le presenze del pubblico, circa duemila; ma i tempi sono cambiati, e sono un pio ricordo. Il "la" dello spettacolo è la corsa podistica non competitiva, dimostrativa, con un bel gruppo di persone; qualcuno ha solo fatto mezzo giro a piedi simbolicamente. Aprono la sfilata il gonfalone dell'Associazione Targa con il presidente Lido Franconi, il sindaco Stefano Benedetti, la madrina Viola Cruciata e l'alfiere Dario Nencioni.  Primo il carro di Marina vincitore della corsa del 2010; tono azzeccato perchè all'unisono vengono celebrati due avvenimenti importanti: "150 anni da Italiani, 50 anni da targaioli". Si festeggia l'Unità d'Italia, si festeggiano le nozze d'oro della Targa; con l' immancabile dolce con le candeline.  Segue il Ponte con un maestoso Dio ammonitore che potrebbe esserci "Il ritorno dell'Arca" se i comuni mortali non tornano sulla retta via. E' la perenne lotta tra il bene e il male, simboleggiati da Lilith donna infernale e dalla colomba bianca della pace.  Dopo vengono le Casine con il cancan del Moulin Rouge, le ballerine e le donnine di facili costumi, i damerini vitaioli, un'atmosfera che contagia proprio tutti tant'è vero che c'è lo sposato con la moglie in giro in macchina per Parigi. E' "Belle E'poque": sì, con l'apostrofo tra la E e la p, perchè "poque" significherebbe anche la parte superiore femminile.  Il carro di Palazzi "I love 60" è uno spaccato dei mitici Anni'60: il pullmino Volkswagen caratteristico di allora per le gite di gruppo, i Figli dei fiori, i Beatles, le musiche di maggior successo di quei fantastici anni.  Poi il "Sandokan" del Campaciocchi, che celebra il Centenario della morte dello scrittore Emilio Salgari. Sul carro campeggia una grande tigre minacciosa, dietro si erge la figura di Sandokan; tra loro Marianne la perla di Labuan, il Rajà bianco e Yanez, completano la scena gli indù, gli animali e la vegetazione della foresta.  Altro volo sulle ali della fantasia con la Stazione: la guerra contro i mulini a vento di "Don Chisciotte della Mancia". Povero il nostro eroe; non per modo di dire ma stavolta proprio di cartapesta come l'ha creato il suo artista Massimo Villani, non riesce a vincere la sua lotta nemmeno nella Targa Cecina. Cade dal cavallo.  Un Palazzaccio accalappiatore di anime. Allegoricamente, per arrivare alla conferma del primo posto conquistato l'anno scorso? Forse. Intanto il Diavolo con sguardo e ghigno beffardi mette davanti a tutti "Sette tentazioni", ovvero i sette vizi capitali del credo cattolico: accidia, avarizia, gola, invidia, ira, lussuria, superbia. Li simboleggiano Adamo, Eva e il serpente.  "La pozione magica" del Centro è chiusura intonata alla carovana e alla serata allegra e divertente. Una chiusura col bòtto a mo' di brindisi, perchè l'argomento fantasioso dei cartoni animati dei celtici Asterix, Obelix e Panoramix ha insito l'augurio che anche questa Targa Cecina abbia successo e soprattutto preluda a molte altre edizioni. I rionali sicuramente ci metteranno ancora tutta la loro passione e volontà: è questa la "pozione magica".

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