Un'onda nera dalle fogne al mare
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Il depuratore di Marina, alcuni bagnanti sulla spiaggia e il punto in cui il Fosso nuovo sfocia in mare Protestano i bagnanti, Marchi (Md) annuncia un esposto
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CECINA. «Tutti gli anni la stessa storia, mentre la gente è al mare arriva l'ondata di acqua nera e puzzolente. Non è possibile andare avanti così...». Chi parla è Roberto Bertini, uno dei frequentatori della spiaggia a sud di Cecina, quella dove sfocia il Fosso nuovo. Gli fa eco Maurizio Marchi (Medicina democratica) che annuncia un esposto alla magistratura. Motivo: l'ennesimo stravaso dal depuratore. E' avvenuto sabato pomeriggio ed entrambi, come altri frequentatori della cosiddetta spiaggia dei cani, hanno telefonato a destra e a manca. E' intervenuta la forestale, che ha fatto un sopralluogo. Bertini poi è venuto in redazione a segnalarcelo: «All'improvviso è arrivata un'onda nera portata dal Fosso nuovo e chi non l'ha vista l'ha sentita, emanava un odore acre e insopportabile. C'erano anche tanti pesciolini morti. Ogni estate è così, la popolazione aumenta e il depuratore non regge». Marchi parla di «osceno stravaso» e si chiede: «Così si incentiva il turismo? Le acque luride scaricate nel Fosso nuovo dal depuratore per ore hanno ammorbato il mare e la spiaggia. E' una vergogna che ormai si ripete da anni nei giorni di punta delle presenze turistiche, in cui è massima la pressione sul depuratore, ma in cui deve essere massima anche la salvaguardia dell'immagine e della salute dei residenti e degli ospiti. Perché si continua a non adeguare il depuratore di Cecina, come quello di Rosignano, nonostante si paghi nella bolletta dell'acqua una percentuale per la depurazione, si siano spesi quasi 20 milioni per il depuratore supplementare Aretusa per convogliarci gli scarichi civili di Cecina, Bibbona e Rosignano, e farne riusare le acque da parte della Solvay, per risparmiare acqua di falda?». Marchi prosegue: «Si sono dissipati 35 milioni di euro nel progetto Cecina bacino pilota senza alcun risultato concreto. Si continuano a sventolare bandiere blu propagandistiche, senza interventi risolutivi sugli unici scarichi, quelli civili, da tenere sotto controllo per l'ottenimento delle bandiere blu». «Lo stravaso - aggiunge Marchi - è durato diverse ore con una portata di migliaia di metri cubi di liquami maleodoranti finiti in mare, noi abbiamo allertato tutte le istituzioni ottenendo solo la presenza del corpo forestale di Stato. Presenteremo quanto prima un esposto alla magistratura, considerati anche gli stravasi degli scorsi anni, per danni ambientali e alla salute pubblica».
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