Tassa di soggiorno, alla fine un danno anche per i comuni
Jan P. Heines Casale Marittimo
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Il reinserimento della tassa di soggiorno è stato accolto con entusiasmo da parte dei comuni dopo che è venuta a mancare un loro importantissimo introito, cioè l'Ici. Peccato che la tassa avrà sicuramente un'influenza negativa sulle presenze, già in calo continuo a partire dall'inserimento dell'euro. Soffriranno ulteriormente gli operatori ricettivi, ristoranti, negozi etc. Alla fine dei conti i comuni avranno un conto in negativo attraverso appunto i fatturati calanti dei vari esercizi coinvolti nel turismo. Ogni euro speso dai clienti per la tassa di soggiorno verrà risparmiato in un altro luogo. Un'euro in Germania, speso in Italia perde un 10% del suo potere d'acquisto, notevole differenza se consideriamo che gli stipendi tedeschi sono più alti. L'Italia, per quanto sia insostituibile come destinazione, è troppo cara (per quello che offre). Si presume che la tassa di soggiorno sia legata a dei servizi. Servizi che purtroppo spesso mancano. L'elenco è lungo: viabilità in pessime condizioni, scarsa cura dell'ambiente, poca preparazione professionale degli operatori (poco diffusa una buona padronanza dell'inglese) poche spiagge libere e spesso trascurate, vaste zone senza collegamento veloce a Internet, sicurezza. Certo, il turismo in Italia ci sarà sempre ma il costo aggiunto che rappresenta la tassa di soggiorno porterà non pochi potenziali visitatori ad accorciare il loro soggiorno in Italia
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