Il Tirreno

Invece noi. Il racconto di una mamma che si immagina in una fattoria...

Se tutti aiutassero quel pulcino sfortunato

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 Immagino un cortile alla vecchia maniera, in una fattoria di un tempo. Lo immagino con tanti animali delle varie specie. Immagino le covate o le nascite dei nuovi animaletti, quelli che andranno a incrementare la vivacità di quel cortile. Alle volte succede che qualche animaletto nasca con qualche problemino, alle volte il problemino subentra per qualche disavventura nella vita di cortile.  Quando questo succede i genitori di quell'animaletto diventano particolarmente dediti alle cure e alle attenzioni verso quell'animaletto un po' sfortunato che risulta non essere autosufficiente, che risulta meritevole di sollecitazioni e di attenzioni. Se immagino che quell'animaletto sia un pulcino, vedo automaticamente la chioccia che le sta particolarmente vicino, vedo gli altri pulcini della covata ai quali viene riservata meno attenzione e che pian piano diventano sempre più indipendenti.  Mamma chioccia, ma anche babbo gallo, cercano di fare quello che possono. Il più che possono per migliorare la vita di quel pulcino, che ha avuto un po' di sfortuna e allora si consultano con altre specie di animali professionalmente più preparati in quel campo per poter ricevere i giusti lumi, la via migliore per la guarigione o per rendergli la vita più facile.  Vengono intraprese delle strade. Poi vengono fuori delle strade apparentemente migliori e si tentano anche quelle; quel pulcino apre verso nuove ricerche, alle volte si è costretti ad uscire dal cortile per trovare la via migliore e gli altri pulcinelli talvolta restano un po' soli, li si lascia un po' alla loro indipendenza, alla loro crescita autogestita.  Poi passa lì accanto mamma papera, che fa due chiacchiere con mamma chioccia. I suoi paperelli provano a familiarizzare col pulcino un po' diverso poi si allontanano per la loro strada. Poi passa un'altra chioccia con la sua folta schiera di pulcini: alcuni pulcini si accostano a quello un po' sfortunato e anche loro poi continuano nella loro passeggiata della vita. Poi è la volta di babbo e mamma conigli con i loro coniglietti: un po' di chiacchiere, due risate, i coniglietti che giocano col pulcino che ha avuto un po' di sfortuna e poi anche loro vanno per la loro strada.  Vedo quel cortile, vedo quella chioccia, vedo quel pulcino un po' sfortunato. Li vedo sempre insieme. Vedo quella chioccia sempre attenta e premurosa. Li vedo sempre soli: sì, gli altri abitanti del cortile dopo il loro primo approccio si preoccupano della loro vita, del loro crescere, della loro educazione, mentre la chioccia e il pulcinello sono spesso, troppo soli.  Quanto sarebbe tutto più bello e meno faticoso se tutti gli animali del cortile si fossero, ognuno a modo suo e ognuno per il proprio tempo disponibile, prodigati a dare una mano a mamma chioccia, a babbo gallo, ai suoi pulcini e al pulcinello sfortunato? Forse la mamma chioccia e il babbo gallo avrebbero avuto modo per distrarsi un po', forse i fratelli pulcinelli sarebbero stati meno soli e forse il pulcinello avrebbe avuto dei valori aggiunti. Melisenda V. ("Un animale del cortile")  (chi vuole inviare la propria testimonianza sul mondo dell'handicap può scrivere agli indirizzi assoc.haccompagnami@tiscali.it oppure cecina.it@iltirreno.it).

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