Il Tirreno

Referendum. L’appello del sindaco

Quattro buoni motivi per andare a votare «sì»

Stefano Benedetti   (sindaco di Cecina)
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Sono un cittadino e voto per far valere il mio pensiero; e lo farò facendo quattro croci sul sì. Sì all'abrogazione del legittimo impedimento e per una giustizia uguale per tutti, sì all'acqua bene comune e sì all'acqua bene pubblico, sì all'abrogazione della norma che prevede le centrali nucleari in Italia.  Domenica e lunedì gli italiani e quindi anche i cecinesi sono chiamati a esprimere il loro giudizio su quattro quesiti referendari: due riguardano l'acqua, uno ha a che fare con la sua privatizzazione e quindi sulle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, l'altro riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito; poi ci sono gli altri due, quello sul nucleare nel quale viene chiesto ai cittadini se sono d'accordo sulla realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare e infine il legittimo impedimento che introduce la possibilità per chi governa, premier e ministri, di non comparire nelle aule di giustizia.  Quattro questioni di grande rilevanza per la vita della nostra comunità e per la democrazia di questo paese. Quattro buoni motivi per andare a votare e dire sì.  Sul nucleare il popolo italiano si era già pronunciato dopo Chernobyl, oggi la questione viene riproposta quando a Fukushima il disastro è ancora in atto. Mentre in Italia si risponde alle necessità energetiche con un ritorno al nucleare anziché promuovere fonti rinnovabili, in Germania si bandisce per sempre quella scelta e altri paesi europei fanno retromarcia.  Per quanto riguarda il legittimo impedimento, dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità della legge da parte della Consulta, la norma oggetto di abrogazione introdurrebbe una sorta di immunità temporanea nei confronti di alcuni cittadini rispetto ad altri, creando così una disparità di trattamento inaccettabile.  Infine i quesiti sull'acqua, che pongono questioni importanti, articolate e complesse, visto anche il sistema di gestione attualmente vigente in Toscana e valido fino al 2023. Tuttavia di fronte alla domanda secca posta dal referendum la scelta deve essere chiara e univoca: l'acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblica.  Il voto rappresenta un'opportunità per ciascuno di noi di affermare la propria identità e partecipare direttamente alla vita democratica. Rispondiamo a questa chiamata dimostrando la nostra voglia di esserci e di contare di più.

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